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Aprile 2014
ORARI SETTIMANA SANTA

DOMENICA DELLE PALME

Ore 10:15 processione dalla casa delle suore di S. Vincenzo de’ Paoli alla Basilica S. Messa solenne

MARTEDI'

Ore 21:00 celebrazione penitenziale per giovani ed adulti

MERCOLEDI'

Ore 15:00 In Basilica celebrazione penitenziale per la terza età

GIOVEDI' SANTO

Ore 8:00 Lodi
Ore 17:30 S. MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE preceduta dalla LAVANDA DEI PIEDI
Ore 21:00 - 22:00 Adorazione silenziosa

VENERDI' SANTO

Ore 8:00 Lodi
Ore 15:00 Via Crucis
Ore 18:00 CELEBRAZIONE DELLA MORTE DEL SIGNORE
Ore 21:00 Via Crucis da S. Vittore al corpo a S. Maria delle Grazie

SABATO SANTO

Ore 8:00 Lodi
Ore 21:00 VEGLIA PASQUALE

DISPONIBILITA' PER LE SS. CONFESSIONI NEL TRIDUO PASQUALE

GIOVEDI' SANTO dalle 15:30 alle 17:00
VENERDI' SANTO dalle 8:30 alle 11:30 e dalle 15:30 alle 17:30
SABATO SANTO dalle 8:30 alle 11:30 e dalle 15:30 alle 18:30

PASQUA DEL SIGNORE

Orario festivo 9:00 – 10:30 – 12:00 - 18:00

GIORNO DELL’ANGELO

SS. Messe ore 9:00 – 10:30 – 18:00
N.B. Non è di precetto, anche se si invitano i fedeli a rinnovare la gioia della Pasqua con la partecipazione alla Eucaristia

PROGRAMMA MESE DI APRILE

SABATO 5 APRILE

Ritiro in preparazione alla I comunione a Como

DOMENICA 20 APRILE

PASQUA DEL SIGNORE
Orario festivo SS. Messe

LUNEDI' 21 APRILE

Lunedì dell’angelo
S. Messe ore 9:00 – 10:30 - 18:00

SABATO 26 APRILE

Ore 16:30 Concerto d’organo Hic est dies verus Die - Sulla Pasqua
Giulio Mercati, organo - Letture del poeta Sandro Boccardi

DOMENICA 27 APRILE

Domenica in Albis, domenica della divina misericordia.
Ore 16:30 celebrazione comunitaria del s. Battesimo

Pensieri piccoli
di don Giambattista

Fioriture

La stagione bizzarra dell’inverno appena trascorso, abbondante d’acque e temperature piuttosto miti, anticipa le fioriture primaverili e regala agli occhi un contento ancora inaspettato.
Mi ricorda certe fioriture bibliche: quelle dei mandorli con le loro varie allusioni.
Prima alla mente: la visione di Geremia (1,11), quella del mandorlo.
Nel passo, il Signore si propone (con profetico gioco di suoni e parole allusive) come “colui che vigila”.
Mi piacerebbe avvertire nel primaverile riproporsi della natura che si rinnova, non solo un’istintiva carica di lucentezza ottimista e rasserenante, ma una certezza più alta: lo sguardo del Signore.
Vorrei poter pensare ad uno sguardo compiaciuto pari alle luminosità dilatate che il rinnovarsi della stagione ri; ma Geremia dice di “colui che vigila” ch’è sveglio ad eseguire minacciate sciagure: d’istinto mi ritraggo.
Mi arrampico allora su altri mandorli: quello di Qoélet (12,5) che richiama il rinnovarsi primaverile; mi accorgo, ancor qui, sia troppo grave, ancora non proprio ottimista.
Ho bisogno della memoria di Aronne e del suo bastone di mandorlo fiorito nella tenda (Nm. 17,23) -riprodotto poi nell’amenorà (il candelabro a sette braccia sempre alla presenza del Signore)- e mi sento finalmente più leggero e primaverile; il Signore ha sguardo benevolo su chi sceglie: anch’io mi posso considerare tale quanto tutti i suoi figlioli su cui riversa lo sguardo che, paterno com’è, non può essere che incoraggiante e sereno.




Perché dei segni
di don Giambattista

Pane e Vino

La santa Messa, lo sappiamo bene, è la “cena del Signore”.
Alla mente s’affaccia subito la cena ultima di Gesù: gravida d’attesa di croce e carica di benevola attenzione per i suoi, amati sino alla fine, abbracciati di parole e sentimenti d’un’amicizia, d’un amore tenace a superare sin la morte.
Eppure, se ci penso, non posso che ammirare la saggezza del Signore Gesù a trasmettersi con segni tanto semplici, direi usuali e così carichi di evocazione, alta e familiare insieme.
Il pane, nutrimento povero (del povero che stende la mano invocandolo) ma poi d’ognuno, perché è proprio il pane a fare mensa e con la mensa fraternità, condivisione -oltre la tavola- del cuore.
E il vino? Ha certo molto in comune col pane a richiamare semplicità di amicizia e compartecipazione e -ad uno- allusione alla gioia, alla festa, al banchetto, dei profeti nientemeno.
Festa del ritrovarsi, del condividere, dello spartire un cibo che è persona addirittura: la persona di Gesù.
Ancora il vino richiama il sangue versato sulla croce.
Il pane è condiviso solo se spezzato: è così che evoca un consegnarsi inerme e buono del Signore fino a farsi cibo che  alimenta, rinvigorisce, non certo solo il corpo, ma il nostro essere con Lui e in fraternità tra noi.
Anche la briciola, affidata al calice, non per nulla simboleggia quell’unione della Chiesa che si annoda proprio nell’Eucaristia col Signore Gesù.




 

PADRE DAVIDE SIMIONATO CI SCRIVE DALLA GUINEA BISSAU


Carissimo don Gabriele,
è già trascorso un po' di tempo dall'ultima volta che ci siamo sentiti.
Ora mi rivolgo con molto piacere anche a tutta la comunità parrocchiale di cui è degno pastore.
Ho aspettato giusto il necessario perché arrivassero con il container tre carrozzelle che sono riuscito a comprare poco prima di Natale.
In realtà sono quasi 2 anni che sto tentando di aiutare alcuni disabili che ruotano attorno alla nostra missione di Bubaque.
Le loro carrozzelle erano ormai un giorno si e l'altro ancora nella nostra officina per riparazioni e saldature. Ma prima o poi sarebbero collassate del tutto obbligando i loro padroni all'isolamento in casa.
15 anni di missione mi hanno insegnato che per gli africani le relazioni sociali sono vitali, nel senso che "fanno vivere", anche se si rimane poveri o fisicamente limitati.
Ma nonostante avessi cercato attraverso amici che lavorano negli ospedali o nel volontariato dell'unitalsi qualche mezzo di trasporto ancora in buono stato, anche se usato, da offrire a qualcuno dei nostri disabili, non ho trovato niente.
Fino a qualche anno fa' c'era abbondanza di donazioni di materiale sanitario per le missioni.
Mi sono allora affidato un'altra volta alla provvidenza, che, sono convinto, non conosce nessun tipo di crisi.
Eravamo a fine settembre dello scorso anno, mentre mi trovavo agli sgoccioli delle mie vacanze in Italia prima di rientrare in Guinea Bissau.
Mi ero proposto di dedicare all'acquisto di alcune carrozzelle la prima offerta consistente che avessi ricevuto.
Domenica 29 settembre ho celebrato Messa nella vostra Parrocchia di S. Vincenzo al Prato e don Gabriele mi ha fatto dono di 700 euro, frutto delle offerte raccolte in quell'occasione, che sono stati abbondantemente sufficienti per comprare tre carrozzelle.
Quest'oggi le ho ufficialmente consegnate a tre disabili della nostra comunità: Iúiu, Cabèssa, Adelino.
Sono rimasti senza parole.
I loro occhi sprizzavano felicità.
Alla fine, il più conciato dei tre mi ha augurato vita e salute senza fine per continuare a lavorare in mezzo a loro ed aiutare i bisognosi.
Io non ho intenzione di vivere così a lungo, perché accumulerei troppi peccati, difficili da scontare alla fin-fine.
Così passo un po' di questa eternità anche a voi tutti che aiutate i missionari a trasmettere l'amore di Dio Padre che invita tutti a seguire il Vangelo di suo Figlio.
Abbracciandovi tutti a nome degli amici aiutati
vi auguro un fruttuoso tempo quaresimale.

P. Davide Simionato,
missionario in Guinea Bissau

 

In memoria di mons. Giovanni Nosotti


Al cimitero di Inveruno è in via di ultimazione la lapide con il monumento definitivo: segnaleremo quando organizzeremo una visita in un pomeriggio di maggio

 

Rev.mo Don Gabriele,
grazie di cuore per il fascicolo "Don Giovanni ci ha lasciato una bella eredità spirituale". A Mariano Comense sia quando ero ragazzo e poi da giovane seminarista egli è stato mio confessore mio consigliere mio sostegno e mia guida spirituale in tutti gli anni del mio cammino verso il Sacerdozio. In casa lo sentivamo come un membro della nostra famiglia. Mi entusiasmava la sua predicazione, la sua animazione dell'oratorio, l'impegno e l'importanza data alla catechesi ed il suo operato con spettacoli quali "Volendam, Zingari che tipi, teatri". Egli allietava così le nostre vacanza di seminaristi ed anche in seminario aiutato da Mons. Valentini nostro docente di latino e greco veniva coi suoi giovani attori a presentare operette applauditissime dai chierici.
Il canto del "Tu es sacerdos" di Perosi che egli dirigeva al mio ingresso in chiesta quale novello Presbitero mi commuove ancora dopo oltre 50 di Messa.
Anche negli anni del mio cammino sacerdotale mi è stato vicino e quando vi era qualche difficoltà mi veniva a trovare ed era una Festa per me e un salutare incoraggiamento.
Noi sacerdoti cresciuti nel suo oratorio abbiamo salutato con Gioia la sua nomina a Parroco a S. Vincenzo in Prato ed alcune volte ci davamo appuntamento Presso la sua abitazione in via D. Crespi. Egli ci accoglieva con cuore di Padre con saggezza Evangelica e con dialogo fraterno. Qualche anno fa accompagnando don Norberto Donghi per una celebrazione in Sant'Ambrogio ebbi modo di incontrarlo con gioia. A Natale e Pasqua prima di mezzogiorno era solito con una telefonata offrirmi graditi auguri. Lo scors oanno ebbi modo di incontrarlo a casa sua e mi intrattenne con affettuosi colloqui e antichi ricordi per oltre un'ora. Tutti noi ammiravamo in lui una saggezza evangelica e una viva carità pastorale. E molti pensavano che fosse un santo sacerdote anche se nessuno osava dirlo.
Nel suo testamento spirituale l'espressione "A tutti un appuntamento in cielo" è un augurio di Grande consolazione, se l'espressione di Papa Francesco circa l'Eucarestia "Non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli", è un forte aiuto; è una consolazione immensa avere confratello e amico in cielo Colui che ci fu padre e maestro qui in terr.
Con orante ricordo per il suo Ministero e con rinnovate condoglianze.

Don Allessandro Longoni
Via De Amicis, 11
20851 Lissone (MB)
Promemoria
 

PRIMA DI SEGNARE SULL'AGENDA
INTENZIONI DI SS. MESSE


  1. durante L’OTTAVA DEI DEFUNTI vengono ricordati tutti i defunti della parrocchia, e pertanto invitiamo a segnare i nomi dei propri cari sull’apposito registro che si trova a metà Chiesa sul tavolino.

  2. OGNI SABATO SERA E DOMENICA durante la celebrazione delle SS. Messe verranno ricordati i defunti della settimana, insieme con i bambini che vengono battezzati e gli sposi che hanno celebrato le loro nozze.

  3. E’ possibile segnare le date significative sulla agenda delle Messe in sacristia, con la preoccupazione di favorire che tutti possano ricordare i propri cari e pertanto evitando di richiedere la celebrazioni mensili o cercando di ricordare insieme le persone care.



Il Libro della Vita
Sono diventati Figli di Dio e membri della nostra comunità parrocchiale

 

Si sono uniti in Cristo per tutta la vita
ELENA PASOTTO e PAOLO LAFRANCESCHINA
Sono tornati alla casa del Padre

MARGHERITA MARCHI ALETTI in CAZZULANI

anni 84