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NOVEMBRE 2016
PROGRAMMA DEL MESE

MARTEDI' 1 NOVEMBRE

Solennità di tutti i santi
SS. Messe secondo l'orario festivo

MERCOLEDI' 2 NOVEMBRE

Commemorazione dei defunti
Orari SS. MESSE    
S. Vincenzo 8:00 – 9:00 – 18:00 – 19:00
S. Vittore 8:00 – 18:00 - 21:00

DOMENICA 6 NOVEMBRE

Giornata diocesana della CARITAS

LUNEDI' 7 NOVEMBRE

Inizio della Visita alle famiglie
-    nei caseggiati saranno apposti i cartelli per indicare l’orario approssimativo
-    ad ogni famiglia lasceremo il libretto del Cardinale
-    invitiamo a portare in Chiesa l’offerta per le necessità materiali della parrocchia

DOMENICA 13 NOVEMBRE

Inizio del tempo di avvento

DOMENICA 20 NOVEMBRE

In s. vittore alla s. Messa delle ore 10:30 celebrazione del decennio Del “Girasole”

SABATO 26 NOVEMBRE

Ore 10:00 in s. vittore e ore 16:00 in s. Vincenzo Prima confessione per i ragazzi/e di quarta elementare

DOMENICA 27 NOVEMBRE

Domenica insieme per le famiglie in preparazione al s. Natale
Mercatino natalizio a favore delle iniziative di solidarietà
COMUNICAZIONI

PROPOSTE PER GIOVANI ED ADULTI

LUNEDI’ 14 ore 18:30 – 20:00 in s. vittore Adorazione Eucaristica

MARTEDI’ 29 ore 21:00 in s. Vincenzo lectio sul discorso della montagna guidato da Susanna Poggioni a. d.
Pensieri piccoli
di don Giambattista

Maria accanto ai ragazzi

Non so se sia solo questione di fascino primaverile che i sacramenti ai nostri ragazzi li si offrano a primavera, spesso a maggio. Lasciatemi pensare che ci giochi anche un sotterraneo pensiero di fede e d’affidamento alla Madonna. Non sia pure così, vorremmo mettercela noi l’idea. Abbiamo celebrato la Pentecoste e siam certi lo Spirito ci abbia messo del suo per entrare nei nostri cuori. Sale alla mente la descrizione della prima Pentecoste cristiana col fragore dal cielo e guizzi di fuoco a lanciare impavidi quegli Undici per il mondo con entusiasmo personale e fede incrollabile nel Risorto. Accanto a loro, anzi, tra loro: Maria; sciolto il dolore di morte e speranza, viveva solo l’attesa d’unirsi per sempre al suo figliolo e Signore: ce la figuriamo serena e ispiratrice. Questa tensione certo si comunica agli apostoli e l’essere tra loro li affida al suo Gesù. Siamo certi, perché l’invochiamo, possa affidare anche noi, anche e particolarmente i nostri ragazzi. Lo Spirito santo verrà, dono di pienezza, a rinnovare la Pentecoste: la nostra chiesa il luogo del nuovo irrompere. La presenza della Madonna, non visibile agli occhi, ma da noi invocata, possa davvero accompa-gnare la loro vita di fede, ormai piena del dono del Signore offerto nei sacramenti. Invochiamo Maria ancora al nuovo cenacolo dell’Eucarestia per la prima volta accolta da altri nostri ragazzi. L’intensità con cui Maria avrà ricevuto il Corpo del Signore eucaristico degli anni accanto alla Chiesa nascente è certamente solo sua, solo suo il legame materno. In quel rapporto materno invochiamo possiamo esserci anche noi: amati della singolare carità che l’ha legata al suo Figlio e Signore. Ci siano particolarmente i nostri piccoli, potranno recare alle nostre famiglie il dono di quella presenza del Signore che si rinnova ogni giorno ed ha sempre necessità di radicarsi nella nostra fede e nella nostra speranza.




 

Ministri straordinari dell'eucaristia


Riflessioni dopo il mandato ricevuto domenica 16 ottobre in s. Vittore al corpo

Essere Ministri Straordinari dell'Eucarestia  
Seguire il percorso di formazione per Ministri Straordinari laici dell'Eucaristia è stato un'occasione preziosa per interrogarci sul valore di un gesto che solo apparentemente è "semplice".
Necessario quindi interrogarsi sulla propria idoneità a svolgere questo servizio.
Portare l'Eucarestia significa proprio "portare", ovvero farsi tramite non di pane, ma del Corpo consacrato del Signore; già questa è una bella responsabilità, perché non si è nella dimensione del fedele che "riceve" la Comunione, ma in quella di colui che la "consegna" al fratello impossibilitato a riceverla direttamente. E' quindi importante essere in una situazione di integrità personale e valoriale massima, senza la quale il gesto potrebbe rivelarsi essere "inquinato": la domanda da porsi è quindi se si è sempre in questa situazione.... Ecco perché il suggerimento che ci è stato rivolto al corso è stato quello di affidarci, di renderci strumenti, ma anche di chiedere forza attraverso la preghiera.
Ancora, non ci si limita a portare il Corpo del Signore, ma lo si porta in genere a persone ammalate, fragili, anziane. La loro attesa è palpabile, non solo del Pane consacrato, ma di ciò che questo rappresenta: sicuramente gesto di comunione con il resto della Chiesa, ma più di tutto conforto personale, corporeo e spirituale, a volte per lenire il dolore, altre volte per trovare la forza di accogliere la malattia o la possibilità della morte.
Differente il servizio quando il Ministro Straordinario dell'Eucarestia è chiamato non tanto a "portare" ma ad essere di supporto al Sacerdote nella distribuzione dell'Eucarestia ai fedeli durante la celebrazione della Messa. Anche qui tuttavia è necessario interrogarsi sulla propria idoneità a svolgere un compito di tale elevatura

Mimma

La testimonianza personale
E' stato per me importante durante il percorso di formazione pensare al momento del portare l'Eucaristia alle persone ammalate, come ad un possibile spazio per instaurare una relazione di aiuto, sia pure con modi semplici e tempi brevi.
Per ora non ho ancora iniziato a vivere appieno questo servizio per la mia comunità, avendolo esercitato solo in un ambito familiare dove portare l'Eucaristia è gesto naturale perché le relazioni sono già forti e consolidate; spero tuttavia di poter essere utile e so per certo che questa piccola grande responsabilità mi interrogherà e mi misurerà come cristiana e come persona ogni volta che ci sarà l'occasione..

Donatella

Traditio Symboli


Sabato mattina, 15 ottobre 2016, i ragazzi di QUINTA ELEMENTARE hanno vissuto la tradizionale TRADITIO SYMBOLI. Quest’anno, differentemente dagli anni passati quando il periodo prescelto era marzo, si è deciso di fissare la data ad ottobre.
In questo modo i ragazzi hanno cominciato il loro cammino di preparazione alla Santa Cresima con un percorso in alcune Chiese e luoghi milanesi significativi per la nostra Fede.
La pioggia dei giorni precedenti non ha scoraggiato le famiglie ed i ragazzi che si sono presentati numerosi all’appuntamento.
La prima tappa è stata, in Corso di Porta Vigentina, alla Chiesa di Santa Maria al Paradiso. Qui abbiamo ammirato la pietra in cui, per tradizione, San Barnaba , il 13 marzo del 51 d.C., ha piantato la Croce quando venne a Milano a portare la Fede e ad annunciare il Cristianesimo.
Il nostro parroco, don Gabriele, ci ha ricordato che proprio la presenza di questa pietra nella chiesa è origine della festa del Tredesin de Mars (in dialetto milanese: del 13 marzo), ancora oggi viva nel quartiere.
Don Gabriele ci ha poi raccontato che a lui quella chiesa è molto cara perché in quella zona viveva sua zia Giuseppina, sua madrina di battesimo. Prendendo spunto da ciò, ha sollecitato i ragazzi a ricordare le loro madrine ed i loro padrini di battesimo e a scegliere con cura chi sarà ad accompagnarli come madrina/padrino alla Santa Cresima.
La seconda tappa è stata nella Basilica dei Santi Apostoli e Nazzaro. Questa Basilica, consacrata il 9 maggio 386 d.C., è stata fortemente voluta da Sant’Ambrogio, che fece costruire delle grandi Basiliche nelle arterie di accesso alla città di Milano.
La Basilica ricca di particolarità, è caratteristica, tra gli altri motivi, per una pietra dove è inciso, per la prima volta nella storia, l’ichthys, il noto simbolo religioso del Cristianesimo.
Don Gabriele ci ha fatto anche notare, tra l’altro, la Colomba eucaristica in rame dorato che era utilizzata per contenere le ostie consacrate.
Successivamente siamo passati di fronte all’Università Statale che, in origine, era l’ospedale maggiore di Milano, Cà Granda (in dialetto milanese: Casa Grande).
Il nostro itinerare si è concluso nella Basilica di Santo Stefano Maggiore dove ci ha accolti don Alberto Vitali, parroco della basilica e responsabile della Pastorale dei Migranti nella diocesi ambrosiana.
Don Alberto ha sottolineato come nella nostra epoca, più che in ogni altra, sia tangibile il carattere Cattolico (Universale) della nostra fede; ci ha raccontato come, ogni domenica, nella Basilica, vengano celebrate le Sante Messe in lingue differenti, lui stesso la celebra in lingua spagnola.
Dopo una breve riflessione, don Alberto, delegato del Vescovo, ha consegnato ai ragazzi una pergamena con il testo del Credo Apostolico.
Con grande piacere don Gabriele ha consegnato, il lunedì successivo a catechismo, la pergamena con il Credo anche ai pochi ragazzi che non hanno potuto partecipare alla mattinata insieme. Ha  raccontato loro quella che è stata l’esperienza della giornata in cui, con grande stupore ed attenzione, i ragazzi hanno potuto scoprire alcuni importanti segni nella nostra città della nostra Fede.
 
Laura, catechista

L'associazione "Il Girasole" festeggia i 10 anni


Il 18 novembre 2006 nasceva in sordina l’associazione “Il Girasole” con i suoi 6 soci fondatori, tutti usciti dal Gruppo scout della parrocchia di San Vittore di Milano. Il “servizio” si sa, è nel loro Dna degli scout, per questo non stupisce che alla proposta di Luisa Bove (oggi ancora presidente) di mettersi in gioco e di fare qualcosa insieme per i detenuti e i familiari, la disponibilità è stata unanime. Ricordiamo ancora la prima riunione nei locali dell’oratorio in cui avevamo invitato un referente dell’Area carcere di Caritas Ambrosiana, perché ci indicasse i primi passi da compiere. E da allora lui ed altri colleghi ci sono sempre al fianco per un consiglio e per darci una mano.
Quello che non mancava fin dal primo giorno era senz’altro l’entusiasmo, ma forse anche un po’ di incoscienza. Credo che nessuno, né tra i fondatori né tra i primi soci, si immaginasse che in 10 anni saremmo cresciuti tanto, in termini di numero di volontari, ma anche di servizi e prestazioni da offrire ai nostri utenti, persone detenute e loro familiari in difficoltà. In questi anni ci sono venute in aiuto tante persone e a diverso titolo: se siamo arrivati fin qui, è merito anche loro. Non dimentichiamo nessuno. Per questo aspettiamo tutti, per festeggiare il 10° anniversario di fondazione l’associazione. Per l’occasione stiamo organizzando alcuni eventi nella speranza di coinvolgere tanti amici, vecchi e nuovi, e celebrare insieme questo piccolo, ma importante, traguardo.
Si inizierà venerdì 18 novembre con il convegno: “La sfida del volontariato per una nuova giustizia”, che si terrà dalle 9 alle 13 presso il Nuovo Teatro Ariberto (via Daniele Crespi 9, Milano). Interverranno: Luciano Gualzetti (direttore Caritas Ambrosiana), Ivo Lizzola (pedagogista), Maria Angela Torrente (avvocato); Rosanna Finelli (psicologa e psicoterapeuta); Luisa Bove (presidente “Il Girasole” Onlus) Eugenia Montagnini (docente di sociologia, Excursus); Ileana Montagnini (Area carcere e giustizia di Caritas Ambrosiana). Il convegno è aperto a tutti ma occorre iscriversi sul sito www.associazioneilgirasole.org.
Nel pomeriggio di sabato 19 novembre si terranno gli Stati generali dell’Associazione con tutti i soci e i volontari del Girasole, mentre la sera alle 20.45, presso il Nuovo Teatro Ariberto (via D. Crespi 9, Milano) andrà in scena lo spettacolo teatrale “Pinocchio” di A. Fioramonte e C. Bussetti del Teatro In-stabile della Casa di reclusione di Bollate, interamente ideato dai detenuti (prenotazioni: eventi@associazioneilgirasole.org). A coronare i festeggiamenti, una Messa domenica 20 novembre alle 10.30, presso la chiesa di San Vittore al Corpo (piazza San Vittore 25, Milano) con tutta la comunità e i volontari dell’associazione. Al termine della celebrazione un aperitivo insieme. In occasione del 10° anniversario dell’Associazione il sito e il giornalino “Girasolenesw” saranno rinnovati. Per saperne di più: info@associazioneilgirasole.org.

Luisa Bove

Il corso fidanzati in S. Vincenzo


“Ci amiamo. Tanto da sposarci. Da cristiani. Con il sacramento del matrimonio”. E’ stato questo il modo con cui don Gabriele Ferrari ci ha introdotto all’Itinerario per i fidanzati della parrocchia di san Vincenzo in Prato. “Ci amiamo. Tanto da sposarci. Da cristiani. Con il sacramento del matrimonio. Saremo una carne sola. Aperta alla vita”, che formerà una famiglia, Chiesa domestica dentro la società. Non era già il credo e l’obiettivo di tutte noi 18 coppie di futuri sposi? Forse, ma forse non avevamo mai riflettuto con sostanza su questo sacramento, un grande atto di fede e di amore, senza riserve né misura. E l’approccio semplice, accogliente e pragmatico del parroco ci ha condotto a un dialogo intenso, essenziale. Scegliere il rito cattolico, infatti, non vuol dire solo sposarsi nel Signore, ma anche sposare il Signore, prendendo coscienza della vocazione cui Dio ci ha chiamato. Il Signore Dio che disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”. Allora gli tolse una delle costole e la plasmò in donna, carne della sua carne. Di qui l’amore gratuito, fino alla fine, perché chiunque ama è stato generato da Dio, che è amore. Un’alleanza testimoniata, durante gli incontri in parrocchia, da tre coppie guida, sposi e genitori che, con le loro coraggiose testimonianze, ci hanno indirizzato verso una precisa missione. In verità, infatti, ancora più di quando si sono sposati i nostri genitori, c’è bisogno di sposi cristiani che abbraccino e diffondano la missione della Chiesa nella società. Che non si vergognino a urlare il loro credo, in un paese dove si archiviano i crocifissi e ci si estrania al Vangelo. Per essere più “ganzi”, più “uguali agli altri”. Noi, futuri mariti e mogli, invece, siamo sempre più convinti di mettere in primo piano la nostra unione cristiana. Allora, Signore, ti ringraziamo per averci chiamato, con il nostro incontro, alla gioia dell’amore reciproco, e per don Gabriele e i laici, che ci hanno accompagnato in questo cammino verso il matrimonio. Come dono di nozze ti chiediamo di insegnarci la carità e la fiducia reciproca, per farci superare tutte le prove cui vorrai sottoporci, come facesti a Cana di Galilea. Infine, ti chiediamo di effondere lo Spirito Santo su di noi, perché le nostre famiglie crescano nell’unità, nell’indissolubilità e nella pace, e rendici testimoni coraggiosi dell’amore cristiano.

Margherita Tizzi
Promemoria
 

INDICAZIONI SULLE INTENZIONI DI SS. MESSE


  1. OGNI SABATO SERA E DOMENICA durante la celebrazione delle SS. Messe verranno ricordati i defunti della settimana, insieme con i bambini che vengono battezzati e gli sposi che hanno celebrato le loro nozze.

  2. In sacrestia è disponibile l’agenda annuale.
    E’ possibile ricordare in particolare i propri cari, vivi e defunti NEI GIORNI FERIALI, anche se si prenderà una sola intenzione per s. Messa evitando il cumulo di diverse intenzioni.
    Si invitano i fedeli a ricordare insieme le persone della famiglia, ed a segnare le date significative sulla agenda delle Messe in sacristia, con la preoccupazione di favorire che tutti possano ricordare i propri cari.



Il Libro della Vita di S. Vincenzo in Prato
Sono diventati Figli di Dio e membri della
nostra comunità parrocchiale
NICOLO' TERZI
GRETA STOLI
BIANCA VITTONE TASSINARI
Si sono uniti in Cristo per tutta la vita
GIUSEPPE SONZINI
ALBERTO GUARINI
MICHELE CORTI
e
e
e
DANIELA BREGANTIN
ANNA PAOLA PARAZZINI
PAOLA COLOMBO
Sono tornati alla casa del Padre
ALESSANDRO CAVIONI
CLODOMIRO COIA
LINA FRANZINI ALMASIO
anni 88
anni 88
anni 90
Il Libro della Vita di S. Vittore al Corpo
Sono diventati Figli di Dio e membri della
nostra comunità parrocchiale
SOFIA BELINI
ARIANNA ANTONI BON
RICCARDO ANTONI BON
CARLO MARIA PEZZONI
IRENE PORCU
MARCO VALENTINO GHIRINGHELLI
BIANCA FROSI
EMILIANO CANALELLA
VIOLANTE MARIA TRECCANI
Si sono uniti in Cristo per tutta la vita



Sono tornati alla casa del Padre
TERESA BELMONTE
ALFIO LEONARDI
ALBERTO SOGGETTI
ANGELA PIACENTINI
GIAMPAOLO LAZZATI
anni 65
anni 66
anni 85
anni 96
anni 81