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GERUSALEMME, Città Santa
Nella settimana 8 – 15 marzo ho avuto la gioia di compiere un pellegrinaggio a Gerusalemme insieme con un amico sacerdote, don Eugenio Penna in occasione di una ricorrenza sacerdotale importante: il sottoscritto a giugno compie 50 anni di sacerdozio invece don Eugenio addirittura 60. Siamo stati insieme in anni lontani dal 1977 al 1987 presso la parrocchia della Annunciazione nel Decanato di Affori, e don Eugenio era il mio parroco poi la Provvidenza ci ha divisi io sono andato al santuario di Saronno e invece don Eugenio è andato come prevosto presso la parrocchia di s. Andrea a Milano; in tutti questi anni però abbiamo continuato a frequentarci e la nostra amicizia sacerdotale è andata crescendo.

In preparazione al pellegrinaggio ho spesso recitato il SALMO 121 Saluto alla città santa di Gerusalemme (anche sul Malpensa Express e sull’aereo verso Gerusalemme)

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù,
le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

A Gerusalemme siamo stati ospiti presso la casa della suore Maronite, una comunità religiosa originaria del vicino Libano, situata presso la porta di Giaffa e quindi all’interno della città vecchia. Da una terrazza  collocata in alto sulla casa si gode di una visione stupenda della città vecchia: si possono godere la cupola del S. Sepolcro, cara a noi cristiani, la cupola dorata della Moschea di Omar cara ai musulmani ed infine la cupola bianca della sinagoga che in questi anni è diventata più alta delle due altre cupole, veramente un incanto!

Così abbiamo celebrato  insieme la SS. Eucaristia nei punti più significati della Pasqua di Gesù: all’orto degli ulivi, nella cappella della Flagellazione, sull’altare della Crocifissione, nel Santo Sepolcro (è stato mercoledì 14 alle ore 6: proprio lì dove è iniziata la vita nuova del signore Gesù e della chiesa), nella cappella dei padri francescani vicinissima alla sala dell’Ultima Cena. Che bello poter pregare e celebrare in questi luoghi ove si è compiuta la storia della nostra salvezza, peccato che il Turismo di massa di questi tempi ha reso difficile un clima di raccoglimento e di preghiera che noi pellegrini cercavamo.
Abbiamo anche più volte pregato il S. Rosario nella cappella della Dormizione di Maria, collocata sul colle di Sion di fianco all’antico cenacolo, invocando l’intercessione di Maria Madre di Dio e madre della Chiesa proprio nei luoghi ove la chiesa primitiva ha iniziato la sua corsa

Il primo giorno, venerdì, ho partecipato con i padri francescani alla via Crucis lungo le stradine che portano dal pretorio ove Gesù è stato condannato fino alla Crocifissione ricordando tutte le varie stazioni (le cadute, gli incontri con Simone di Cirene, Maria , le donne di Gerusalemme) e infine proprio nella basilica fino al Calvario ricordando la Crocifissione e morte in Croce fino alla riposizione nel s. Sepolcro.  Che impressione questa processione che è iniziata alle ore 15 del Venerdì, passando in mezzo alla parte araba della città fra le bancarelle del mercato arabo, a volte disturbata dal canto del muezzin, a me personalmente ha dato l’impressione che il Signore Gesù proprio in quei luoghi ha dato la sua vita per tutta l’umanità, come direbbe l’Evangelista  Giovanni “per riunione tutti i figli di Dio che erano dispersi”

Molto forte è stata per me anche la salita alla Spianata del Tempio, lasciando sulla sinistra il Muro del Pianto, luogo di preghiera per tutti gli ebrei sempre molto frequentato e vissuto. Ora è possibile salire fino alla spianata del tempio solo in alcune ore del giorno dopo una coda per il controllo con il metal detector, e una volta giunti  è possibile ammirare la città dall’alto, ma soprattutto vedere dall’esterno le due moschee collocate sulla spinata anche senza potervi entrare. Sempre sulla spianata vi erano una decina di poliziotti in atteggiamento antisommossa, e questo mi ha portato a pregare per la pace, sempre precaria in quell’area del globo.

Guida per questi giorni è stato un libro del Cardinal Carlo Maria Martini “I racconti della Passione – meditazioni”. In questo libro vi erano riflessioni dettagliate sulla Passione secondo Matteo, e poi alcuni spunti sulla Passione di Giovanni molto significativi. Così abbiamo accompagnato ogni giorno la visita dei luoghi alle riflessioni sulla passione di Gesù e sulla Passione dell’uomo di ogni tempo. E’ proprio vero  che la passione rappresenta il punto più alto della vita di Gesù, perché come si dice nel Vangelo di Giovanni  “Dio ha tanto amato il mondo da dare il proprio Figlio Unigenito perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna”.
Così il Signore Gesù ha vissuto la sua passione, abbandonato dai suoi che non l’avevano capito, perché si aspettavano un Messia forte e vincitore, ma con una grande intensità d’amore e un grande abbandono all’amore del Padre. Non a caso il Vangelo di Marco conclude la passione con la professione di fede del centurione che, avendolo visto spirare  in quel modo, esclama “Davvero quest’uomo era  Figlio di Dio”

Il vostro parroco
Don Gabriele Ferrari