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Un tuffo.... nella spiritualità della chiesa ortodossa dopo un interessante viaggio in Russia
Dal 18 al 26 aprile come in programma si è  svolto il tour turistico, culturale, spirituale di un gruppetto di parrocchiani e di persone interessate in terra russa: personalmente sono rimasto molto colpito dalla esperienza, e per questo mi sento in dovere di darne un resoconto ai parrocchiani.

Siamo capitati in Russia nel periodo pasquale, subito dopo la celebrazione della Pasqua che quest’anno cadeva nello stesso giorno, il 16 aprile: mai però mi aspettavo di vedere ovunque segni pasquali dalle uova di Pasqua che decoravano le chiese ortodosse con decorazioni floreali alla scritta illuminata con caratteri cirillici “Cristo è risorto” posta sopra la porta d’ingresso della iconostasi.

Aiutati dalla guida del posto, un certo Vladimir, abbiamo imparato a riconoscere lo schema delle ricche decorazioni che abbelliscono la chiesa. Le ricche decorazioni della iconostasi, anzitutto cioè quella parete di icone che separa nelle chiese il luogo dell’altare dalla comunità dei fedeli. Così abbiamo imparato che vi possono essere cinque file di icone: a partire dal basso la fila delle icone locali (subito a destra il Signore e a sinistra Maria la Madre del signore e poi la icona che rappresenta il mistero o il santo cui è dedicata la chiesa), poi la fila delle icone di solito più piccole che rappresentano le vicende della vita di Gesù, al centro la fila detta della “Desis” o intercessione con al centro Gesù e alla sua sinistra la Madre Maria e alla destra s. Giovanni Battista ed altre figure di santi, al quarto posto le figure dei profeti dell’antico testamento ed infine in alto le figure dei patriarchi (cioè i santi più importanti che hanno seguito Gesù).
La porticina attraverso cui entrano ed escono i sacerdoti e gli altri ministri è decorata con l’Annunciazione e con le figure dei quattro evangelisti.
Interessantissimo il fatto che uscendo dalla Chiesa sia dipinto di norma il giudizio universale, sottolineando il fatto che “si entra in chiesa per onorare il Signore e si esce per riconoscerlo e servirlo nei fratelli”.
Molto ricca anche è la simbologia con cui è rappresentata Maria  la madre del Signore: o come Vergine della tenerezza (con il bambino appoggiato alla guancia) o come vergine Odigitria (che indica con la mano il bambino come strada “Fate quello che vi dirà”  come detto a Cana, oppure come vergine orante (con le mani alzate e nel grembo il Signore Gesù).

Soprattutto però sono rimasto colpito nel vedere tanta religiosità popolare serena, composta sia nelle varie basiliche che abbiamo visitato come turisti sia nei  diversi monasteri. Abbiamo così assistito ad una bella processione nella domenica in albis dopo la celebrazione della Santa Messa, ad una funzione sulla piazza rossa del Cremlino (con il celebrante che aspergeva i presenti con tanta acqua benedetta!) ad una folla che riempiva il monastero di Serghiev Posad vero centro della spiritualità ortodossa, con la presenza di tante famiglie giovani e soprattutto di tanti seminaristi e preti giovani.
I monasteri sono ancora luoghi di intensa vita spirituale, e mi piace ricordarlo alle nostre parrocchie che erano nel 500 sede di monasteri (benedettino in s. Vincenzo e olivetano in s. Vittore)

Abbiamo ripercorso la storia del popolo russo con il nostro viaggio prima a S. Pietroburgo voluta da Pietro il Grande nel 700 (una città veramente maestosa e per tanti versi italiani per l’opera di vari architetti nostri connazionali) poi a Mosca che nel 500 è diventata la capitale dell’impero Russo (sempre grande e maestosa) ed infine alle origini nel loro medioevo con la visita a Vladimir e Suzdal prime sedi del Cremlino Suggestiva questa parte del nostro giro nel cosiddetto anello d’oro: a Suzdal si trovano una trentina di chiese con il loro caratteristico aspetto delle cupole d’oro o variopinte al punto che le case non possono superare i due piani di altezza!
Abbiamo così scoperto che la storia del popolo russo non si può separare dalla sua storia religiosa ad esempio con le tombe dei vari zar collocate nelle Chiese del Cremlino, ed anche con il ricordo di qualche santuario in cui l’Icona ricorda una vittoria ottenuta dal popolo dopo una invasione (così la icona della Madonna di Kazan a S. Pietroburgo)

Abbiamo avuto modo di assistere a qualche celebrazione in modo fugace ma il sottoscritto ricorda una santa liturgia cui aveva assistito con il nostro Cardinale Dionigi Tettamanzi nel monantero di Novodevich: le solenni liturgie sottolineano la grandezza di Dio, la sua maestà che esige da parte nostra una adesione grande, e per questo la parte centrale della celebrazione avviene oltre l’Iconostasi, quasi a farci comprendere che ci troviamo di fronte ad un grande Mistero che supera la nostra umana comprensione.

Lo scorso anno avevo avuto modo di visitare la Germania della riforma protestante ed ero rimasto colpito dalla sottolineatura del valore della Parola di Dio (Lutero aveva tradotto cinquecento anni fa il nuovo testamento dal greco in tedesco!) mentre nella visita alla Chiesa ortodossa russa sono rimasto colpito dalla grandiosità dei suoi riti, delle sue chiese accompagnati dalla pietà popolare così praticata con semplicità dalla gente.

Certo poi non va dimenticato che vi è stata la esperienza dell’ateismo di stato imposto dal governo rivoluzionario russo a partire dal 1917 fino agli anni 90, che ha toccato anche la Germania dell’Est di cui rimangono tanti segni anche esteriori (fino alla falce e martello dipinta sulle divise dell’equipaggio del nostro aereo!). Eppure in Russia ho avuto l’impressione di una chiesa viva che ha saputo conservare i segni di una religiosità popolare e tradizionale anche oltre l’esperienza dell’ateismo di stato.

In conclusione ringrazio il signore per questa esperienza, per chi ha organizzato questo Tour, per l’attenzione di tutti i partecipanti e per il bene che personalmente ne ho ricavato

Don Gabriele Ferrari