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L'incontro con Papa Francesco ... la sua benedizione sulla nostra comunità
Carissimi Parrocchiani lo scorso 8 novembre ho avuto la gioia di concelebrare con Papa Francesco la S. Messa in s. Marta insieme ad alcuni miei compagni di classe in festa per il 50° di sacerdozio.
L’incontro è stato ancor più bello perché richiesto da tempo (la domanda era stata fatta in gennaio!) ma giunto quasi inatteso a fine settembre con una telefonata dalla segreteria personale di Papa Francesco. Così ne ho diffuso la voce tra i compagni di classe fino a raggiungere il numero di 12, perché solo con questo numero vi era possibilità di partecipare alla celebrazione di Papa Francesco in s. Marta. Alle ore 7 puntualissimo è uscito dalla sacrestia Papa Francesco, per una celebrazione molto raccolta, intensa; proprio a me è toccato in sorte di leggere la pagina di Vangelo della Pecorella smarrita che poi il Papa ha commentato. Ci ha così parlato di Gesù che testimonia l’amore del Padre cui stanno a cuore tutti i suoi figli ma in particolare è vicino ai pubblicani e ai peccatori (così dice al cap. 15 del Vangelo di Luca l’introduzione delle parabole della misericordia). Questo atteggiamento di Gesù però suscita la mormorazione dei notabili del suo tempo, che non comprendono ma esprimono il loro disappunto con la mormorazione, e il Papa ha aggiunto che molto tristi sono le mormorazioni in parrocchia, nelle diocesi, nella vita sociale! Infine la pagina di Vangelo porta Gesù a rivolgere si suoi detrattori una domanda: “Chi di voi se ha centro pecore e ne perde una…”, per invitare ad una risposta responsabile, personale. Infine Papa Francesco ha detto che poi andrebbe aggiunta una riflessione sulla gioia, a completamento di quanto detto in precedenza. Noi concelebranti avevamo la consapevolezza di partecipare alla preghiera intensa del cuore di Papa Francesco per la chiesa e il mondo,  mentre celebrava la Santa Cena di Gesù sull’altare come  Gesù sul Calvario. Al termine non è mancato il saluto personale a tutti, a partire dai Vescovi presenti, poi a  noi sacerdoti ed infine ai laici: poche parole nostre con commozione e un sorriso e un abbraccio da parte di Papa Francesco.
Mi sono venute in mente le parole del Vangelo Luca rivolte a Pietro collocate nel contesto dell’ultima cena: “Io ho pregato per te perché la tua fede non venga meno. E tu una volta convertito conferma i tuoi fratelli”. Anche noi preti ordinati nel  ’68 ci siamo sentiti confermati nel nostro ministero dalla fede semplice e gioiosa di Papa Francesco, per continuare a svolgere il nostro ministero là dove la Provvidenza tramite il nostro Vescovo ci ha destinato.

A completamento del breve viaggio a Roma vorrei ricordare anche che nella giornata di giovedì 8 abbiamo visitato i musei vaticani, soffermandoci soprattutto nelle stanze di Raffaello e nella Cappella sistina, mentre al pomeriggio abbiamo avuto modo di conoscere direttamente la comunità di s. Egidio mediante la visita alla basilica di s. Bartolomeo (dedicati ai martiri del ‘900), ad una comunità di ammalati dimessi dall’ospedale, con una cena in un ristorante nel quale lavorano persone sane e disabili, ed infine partecipando alla preghiera del Vespero in s. Maria in Trastevere.

Dal momento che questo incontro si è svolto quando ero all’inizio della benedizione delle famiglie delle parrocchie, posso certamente dire che ho proseguito nella mia visita alle famiglie portando  l’entusiasmo di questo incontro, quasi messaggero della benedizione del Papa su tutti e ciascuno.

A tutti cordialmente e con affetto auguro un sereno e Santo Natale.

Il vostro prevosto
Don Gabriele Ferrari