In evidenza 

Pagina iniziale
In evidenza
Cenni Storici
Informazioni
Concerti
Cineforum
Iniziative
Oratorio
Contattaci
Foto
Pellegrinaggio parrocchiale a SANTIAGO DI COMPOSTELLA
Nel Medioevo erano tre i grandi pellegrinaggi compiuti in nome della fede: al S. Sepolcro di Gerusalemme, alla tomba di San Pietro a Roma e alla tomba di Santiago in Spagna. A Santiago in particolare si venera la tomba dell’apostolo s. Giacomo, detto il maggiore, fratello di S. Giovanni e che fu tra i primi chiamati da Gesù a diventare pescatori di uomini, ma anche primo a versare il suo sangue a Gerusalemme per la testimonianza d’amore resa a Gesù. Dopo la Pentecoste secondo la tradizione si è recato in Spagna ad annunciare il Vangelo di Gesù, e per questo le su reliquie sono state trasportate in Spagna (in un luogo indicato da una stella di qui Compostela) e  sono diventate a partire dal Medioevo meta di pellegrinaggio.

In questo mese di giugno e precisamente dal 5 al 12 un gruppetto di parrocchiani con don Franco e il sottoscritto ha compiuto il pellegrinaggio a Santiago di Compostela, e per questo ne vorrei fare un resoconto per i lettori del Segno.

Il nostro viaggio è iniziato a Saragozza, città nella quale è nato ed ha vissuto il nostro patrono s. Vincenzo diacono e martire, anche se la sua tomba si trova a Huesca. Nella cattedrale (prima Chiesa cristiana, poi moschea nel tempo della dominazione dei mori, infine di nuovo Chiesa cattolica) vi è un altare in suo onore e viene rappresentato con una statua insieme a s. Lorenzo, accanto ad un bel crocifisso. Sempre a Saragozza abbiamo anche pregato in un antichissimo santuario in onore di Maria detta del Pilar, perché apparsa su un pilastro, ed è la patrona di tutte le regioni ove si parla spagnolo.

Abbiamo poi seguito il cammino recandoci a Burgos, Pamplona, Leon ove si possono ammirare splendide cattedrali. In genere le cattedrali sono iniziate in stile romanico, ma poi trasformate nello slancio dello stile gotico e infine sono state abbellite all’interno con decorazioni in stile barocco.
Né sono mancate altre chiese per così dire minori, ma pur sempre suggestive a Santander e Astorga. La visione di queste splendide cattedrali ci parla di una fede che ha impregnato la vita della società ed è diventata segno luminoso.

Nel nostro cammino abbiamo anche toccato alcune città della costa sul golfo di Biscaglia: Santander con passeggiata sul lungomare, Bilbao con visita al Museo Guggenheim, e infine la Coruña posta sull’oceano Atlantico (che impressione i cannoni puntati per timore del nemico!).
Molto interessante è stata la vista del museo  Guggenheim: un edificio modernissimo che nella sua architettura ardita assomiglia ad una nave e raccoglie mostre permanenti e temporanee di opere di arte moderna. Davanti all’edificio si colloca una statua ornata di piante fiorite, che vengono cambiate ogni sei mesi, che rappresenta il cane del fondatore del museo.

Abbiamo raggiunto la meta la sera di lunedì e dopo cena abbiamo voluto raggiungere a piedi il centro per vedere almeno dall’esterno la facciata della cattedrale di Santiago illuminata e con la piazza animata da tante persone in ammirazione di fronte ad uno stupendo spettacolo.  La maggioranza del gruppo nel pomeriggio ha voluto compiere la simbolica camminata dal Colle della gioia fino a Santiago, unendosi ai tanti pellegrini che vengono da tante parti d’Europa per compiere il cammino antico verso Santiago seguendo uno dei diversi percorsi.

Secondo il calendario liturgico abbiamo celebrato sabato sera la Messa vigiliare della solennità di Pentecoste, con la sua ricchezza di letture dell’Antico testamento, invocando il dono di una nuova Pentecoste per questo mondo in rapida trasformazione perché l’Europa non perda le sue radici cristiane. In particolare mi è parsa molto significativa la lettura del profeta Ezechiele che in un tempo difficile, dopo la dispersione dell’esilio di Babilonia, promette una rinascita ed una vita nuova per un popolo stremato, in esilio, lontano da Gerusalemme. Così lo Spirito del Signore risorto promette tempi nuovi, vita nuova, una nuova primavera per la Chiesa sotto la guida di Papa Francesco come è stato con il Concilio Vaticano II sotto la guida di Giovanni 23° e di Paolo 6°.

Auguro a tutti una serena estate ricca di esperienze belle, e tutti accompagno con la preghiera


Il vostro prevosto
Don Gabriele Ferrari