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| Calendario attività mese di gennaio |
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Ultimo dell'anno: ore 18:00 S. Messa durante la quale sarà cantato il solenne Te Deum di ringraziamento
Capodanno: Giornata mondiale della Pace orario festivo (9:00 - 10:30 – 12:00 – 18:00)
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Si celebra la giornata missionaria per i ragazzi/e.
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Festa del Battesimo di Gesù: ore 16:30 celebrazione comunitaria del s. Battesimo
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Ore 18:00 S. Messa a suffragio di tutti i defunti della parrocchia, concelebrata dai sacerdoti che hanno esercitato il loro ministero in s. Vincenzo in prato.In tale occasione saranno ricordati i defunti dell'anno passato.
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Alle ore 16.30 concerto d'organo, all'interno del ciclo "Cantantibus organis", con l'organista Giulio Mercati, organo e Sandro Boccardi, voce recitante
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Ore 12:00 S. messa solenne celebrata da mons. Eros Monti, vicario episcopale, animata dalla corale
ore 16:30 Preghiera e benedizione dei bimbi/e che hanno ricevuto il s. Battesimo nel 2010 e 2011, cui seguirà un momento di festa al Centro Ariberto
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Dal 18 al 25 gennaio si terrà la consueta settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, preceduta il 17 gennaio dalla giornata del dialogo ebraico cristiano, ed invitiamo tutti a seguire i programmi previsti dal calendario diocesano.
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Incontro per le famiglie delle parrocchie di S. Vincenzo in prato e S. Vittore presso la parrocchia di s. Vittore, con inizio alla s. Messa delle ore 10:30 e conclusione verso le ore 15:30. Ripeteremo l'esperienza molto positiva della giornata insieme in preparazione al s. Natale tenuta a s. Vincenzo
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| Pensieri piccoli |
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di don Giambattista
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Col Tempo
Mio fratello m'ha donato un corbellino di nespole (piccolo veh!: il prodotto d'una piantina giovane del suo giardino).
Non di quelle turgide e vivaci dell'estate; di quelle invece, raramente in commercio, di qualche nostro orto. Se volete non della "erytrobia japonica", ma della "mespilus germanica"(che cultura!). Proprio il nostro frutto: piccolo, scuro, che subito ti richiama il proverbio: "col tempo e la paglia maturano le nespole". Proprio questo m'è venuto in mente e mi son fatto spiegare.
-Le ho colte tempo fa, poi le ho protette ed eccole mature. È stata la risposta. Insomma per succhiare la polpa dolce/asprigna delle nespole ci vuole pazienza. Virtù mai agevole, come ogni virtù, men che meno, nel nostro tempo affannato. Pure virtù che sull'inizio d'anno è saggio rinnovare in proposito.
Non è roba solo da vecchi lenti e impacciati. Ricorda: era la caratteristica di Yahvè nel V.T.. Poi anche san Paolo ci dice: "la pazienza [produce] una virtù provata e la virtù provata la speranza" (Rm 5,4).
Anche in gennaio è tutto rigido e freddo, ma… abbi pazienza: le giornate s'allungheranno, il sole…
Soprattutto, la pazienza non sia solo inarcare il groppone sotto colpi avversi, ma essere disponibili nel cuore a quella speranza che ci apre orizzonti, che paiono lontani, ma -è certo- sono del Signore.
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UN BREVE PENSIERO A MARGINE DELLA VISITA ALLE FAMIGLIE PER NATALE
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"O signore Gesù, Figlio di Dio, che hai voluto abitare in mezzo a noi, visita questa famiglia che si appresta a celebrare il tuo natale; dona a tutti la pace del cuore, sostieni i fanciulli e i giovani nella loro crescita, benedici la fatica di chi studia e di chi lavora, solleva ogni pena di chi soffre, conforta tutti con la tua benedizione".
È il terzo anno che questa preghiera accompagna la visita alle famiglie da parte delle Suore di San Vincenzo e dei laici con loro. Nella sua semplicità centra tutte le situazioni di vita: ognuno ne è coinvolto e la sente risuonare nel proprio cuore. Lo si legge nello sguardo dei bambini, sorpresi e conquistati quando sentono che viene inserito il loro nome, lo si capisce dal leggero assenso del capo degli adulti, lo si coglie nel silenzio degli anziani il cui volto è icona eloquente di sofferenza, …
E in noi che passiamo di casa in casa, ripetendola, che cosa risuona nel cuore? Soprattutto un senso di umile riconoscenza: siamo accolti in una casa senza essere stati invitati, ci caliamo in una atmosfera di grande intimità, condividiamo un momento di preghiera come forse non facciamo a casa nostra, tocchiamo a questo punto con mano, se ancora non l'avessimo capito, di essere semplicemente un tramite… e in più veniamo ringraziati. Ma siamo noi che riceviamo immeritatamente un dono!
Sale quindi spontaneo il nostro grazie per questa esperienza di grazia.
Marialuisa Ferrario
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LA PRIMA CONFESSIONE - 26 NOVEMBRE 2011
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"Parlaci Signore come sai, sei presente nel mistero in mezzo a noi…". Così cantavano i bambini del secondo anno di catechismo a San Vincenzo in Prato il pomeriggio di sabato 26 novembre 2011, mentre aspettavano la loro prima Confessione. E così invece sono stati loro a parlare al Signore delle loro piccole delicate coscienze, per la prima volta messi con buona consapevolezza di fronte ad un sacramento.
Grazie al lavoro delle catechiste, di Chiara e dei sacerdoti, e grazie anche al lavorìo (immaginiamo) di molti angeli custodi, ognuno di loro ha dovuto misurarsi con quell'attimo di coraggio (ma è Fede anche quella) che avvicina al confessore, scegliendo rapidi ma trepidanti tra i cinque confessionali aperti, abitati da un po' tutte le generazioni, da mons. Giovanni a don Marco, passando dai nostri parroci don Gabriele e don Giambattista e dal gentile don Davide, accorso da S. Maria delle Grazie per l'occasione. Chissà quali pensieri dell'ultimo momento, e sempre quel dubbio se la bugia in confessionale è anche lei un altro peccato…
Il rito, collettivo ma raccolto, ha accompagnato questo passo secondo la tradizione: le Beatitudini, ma anche le Gratitudini, le belle parole di guida di don Gabriele, il sorriso delle catechiste. Nella preghiera dei nove anni ognuno è stato accompagnato al confessionale dai genitori, ma anche da nonni e fratelli/sorelle, e lì presentato al sacerdote col suo nome di Battesimo, ad alta voce, quasi a significare il legame tra i due sacramenti.
Le confessioni non erano brevissime, forse molte marachelle sono sfuggite persino a noi genitori! Poi la consegna della penitenza e il segno quasi visibile della Grazia del perdono, sui piccoli volti sorridenti ed emozionati. Eccoli ad uno ad uno che si avvicinano poi al fonte battesimale, per ripetere il segno della Croce, ma bagnato di acqua santa.
E poi via subito a staccare da un cartellone ai piedi dell'altare quei sassi di carta grigia e irregolare che loro stessi avevano disegnato al catechismo, lì incollati come simbolo dei peccati, e che fino a un momento prima nascondevano il Volto di Gesù. Il miglior modo per "confessare" finalmente al loro migliore Amico che "il Tuo Volto, Signore, io cerco"!
Antonella Occhino
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RICORDO DI DON TULLIO NARDIN
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A gennaio cade il primo anniversario della morte di don Tullio Nardin, e lo vogliamo ricordare con particolare affetto e con una preghiera al signore.
Gli ex oratoriani del buon pastore l'hanno ricordato nel loro incontro annuale che si è tenuto domenica 23 ottobre. Di quel raduno pubblichiamo ora l'articolo che era stato predisposto ma per un disguido è stato dimenticato, e per il quale chiediamo scusa.
23 OTTOBRE 2011 - INCONTRO EX ORATORIANI
Non ammetto che si debba spendere tempo ed inchiostro per raccontare l'incontro annuale degli ex oratoriani del quale non capisco il significato.
Forse ci si incontra per non deludere un giovane ragazzo che ancora ci crede; forse ci si incontra perché il pranzo comunitario è più che decente; forse ci si incontra perché una Messa vale l'altra e la parrocchia di S.Vincenzo in Prato è facilmente raggiungibile con la metropolitana.
Forse! Forse! Forse! Il dubbio mi lascia molto perplesso, quando all'improvviso sento una voce che mi dice: "ENRICO TI SEI PROPRIO BEVUTO IL CERVELLO! FERMATI E RIFLETTI".
Mi fermo. Rifletto e di colpo mi arrivano alla mente le parole: Amicizia, Collaborazione, Sforzo comunqe, Sacrificio, Valore, Affinità, Parteicpazione, Ricordo e soprattutto Memoria.
Memoria una dote oggi un poco in declino ma della quale non si piò fare a meno dato che è utile ricordare a tutti che gente senza memoria è gente senza storia.
Per fortuna però la storia degli ex Oratoriani è scritta dentro di noi, l'abbiamo costruita giorno dopo giorno tra difficoltà, disponibilità e gioia di stare assieme; una storia popolata di personaggi mitici sempre e comunque presenti, attivi e partecipi nella certezza di tutte quelle scelte positive delle quali ci sentiamo tuttora onorati.
Dimenticavo di dire che la voce che ho sentito era quella di un certo DON che non potrò e non vorrò mai dimenticare!
CIAO AUGURI A TUTTI E ALLA PROSSIMA
Enrico Recagni
L'APPEL
Gh'è n'è passàa de ann e adess podùm cuntass in sù dò mann;
e all'appell d'incoeu manca òn noster fioeu.
On destin crudel se l'è pòrtaa lontan in mezz ai stell nei so ann pussee bèi.
Nel di del censiment Te saret semper nel noster coeur e nella nostra ment.
Aldo Ferradini
In ricordi di Pietro Mantovani.
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| Promemoria |
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PRIMA DI SEGNARE SULL'AGENDA
INTENZIONI DI SS. MESSE
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durante L’OTTAVA DEI DEFUNTI
vengono ricordati tutti i defunti della parrocchia, e pertanto
invitiamo a segnare i nomi dei propri cari sull’apposito registro che
si trova a metà Chiesa sul tavolino.
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OGNI SABATO SERA E DOMENICA
durante la celebrazione delle SS. Messe verranno ricordati i defunti
della settimana, insieme con i bambini che vengono battezzati e gli
sposi che hanno celebrato le loro nozze.
- E’ possibile segnare le date
significative sulla agenda delle Messe in sacristia, con la
preoccupazione di favorire che tutti possano
ricordare i propri cari e pertanto evitando di richiedere la
celebrazioni mensili o cercando di ricordare insieme le persone care.
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| Il
Libro della Vita |
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Sono
diventati Figli di Dio
e membri della nostra comunità parrocchiale
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| Si sono uniti in
Cristo per tutta la vita |
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| Sono tornati alla
casa del Padre |
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LUIGIA RONA ved. BIANCHI
DINA CHIAROT
ANGELO BRIANZA
CAROLINA MERONI
LUCREZIA PALUMBO ved. PESOLI
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anni 80 anni 89 anni 79 anni 99 anni |
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