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Calendario attivitą mese di aprile
ORARI SETTIMANA SANTA

DOMENICA DELLE PALME

Ore 10:15 processione dalla casa delle suore di S. Vincenzo de' Paoli alla Basilica, S. Messa solenne

MARTEDI'

Ore 21:00 celebrazione penitenziale per giovani ed adulti

MERCOLEDI'

Ore 15:00 in Basilica celebrazione penitenziale per le terza età

GIOVEDI' SANTO

Ore 8:00 Lodi
Ore 17:30 S. MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE
preceduta dalla LAVANDA DEI PIEDI
Ore 21:00 - 22:00 Adorazione silenziosa

VENERDI' SANTO

Ore 8:00 Lodi
Ore 15:00 Via Crucis
Ore 18:00 CELEBRAZIONE DELLA MORTE DEL SIGNORE
Ore 21:00 Via Crucis da S. Vittore al corpo a S. Maria delle Grazie

SABATO SANTO

Ore 8:00 Lodi
Ore 21:00 VEGLIA PASQUALE

DISPONIBILITA' PER LE SS. CONFESSIONI NEL TRIPUDIO PASQUALE

GIOVEDI' SANTO - Ore 15:30 - 17:00
VENERDI' SANTO - Ore 8:30 - 11:30 e Ore 15:30 - 17:30
SABATO SANTO - Ore 8:30 - 11:30 e Ore 15:30 - 18:30

PASQUA DEL SIGNORE

Orario festivo 9:00 - 10:30 - 12:00 - 18:00

GIORNO DELL'ANGELO

SS. Messe ore 9:00 - 10:30 - 18:00
N.B. Non è di precetto, anche se si invitano i fedeli a rinnovare la gioia della Pasqua con la partecipazione alla Eucarestia.
PROGRAMMA MESE DI APRILE 2012

DOMENICA 8 APRILE

PASQUA DEL SIGNORE

SABATO 14 APRILE

Ore 16:30 Concerto d'organo
Hic est dies verus Die - Sulla Pasqua
Giulio Mercanti, organo
Letture del poeta Sandro Boccardi

MERCOLEDI' 18 APRILE

Ore 21:00 Concerto
Omaggio a Giovanni Tebeldini (1864-1952)
Commento spirituale di S.E. Mons. Giovanni Tonucci Arcivescovo di Loreto
Coro Costanzo Porta - Antornio Greco, direttore - Giulio Mercanti, organo

DOMENICA 22 APRILE

Ore 10:30 Sua ecc, mons. ERMINIO DE SCALZI amministra la s. Cresima ai ragazzi

Pensieri piccoli
di don Giambattista

Senegalesi

Sotto le mie finestre è spesso attivo e vivace un chiacchiericcio che non comprendo: il wolof m’è sconosciuto. Sono i giovani (almeno rispetto alla mia canizie) senegalesi che propongono le loro cianfrusaglie ai visitatori del museo.
Prestavo considerazione superficiale a queste persone: due convenevoli in francese per riattivare la lingua (o per vantarmela?) qualche indicazione pratica, magari per la casa di Tabità… Sino a che le espressioni ostili di un passante (ahimè mio parrocchiano) mi hanno portato a qualche attenzione più assidua ed a una cordialità meglio mirata.
-Da quanto tempo è qui in Italia? -Da sedici anni; ero impiegato in una ditta di trasporti… poi, ma a casa ci sono i bambini.
 Si occupano di un commercio illegale: il mio senso civico dovrebbe esserne scosso. Non posso però negare che l’osservarli mi interroga parecchio. Quando il pomeriggio inizia a volgere verso la sera, si allacciano insieme l’uno accanto all’altro in un crocchio difeso da una sorta di pudore, per prendere il pasto tanto semplice e  frugale che  il mio far quaresima si sente sotto accusa.
Dietro la finestra recito l’”ufficio”; la preghiera si allarga:  da chi mi è affidato per “cura” va oltre, non può non trascurare loro così vicini. E dietro la preghiera anche pensiero ed emozioni s’allungano, s’interrogano: -Sono mussulmani, animisti? Che considerazione ne avrà il Signore? Non sarà più alta che per una vita tranquilla e tutelata come la mia?




 

Eccezzionale evento concertistico


La sera di mercoledì 18 aprile la Basilica ha conosciuto un evento d’eccezione: un pregevole concerto di coro ed organo, solennizzato dalla presenza di Sua Eccelleza Mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo e Delegato Pontificio per il Santuario Lauretano. Promotore di questo felice incontro è stato il maestro Giulio Mercati, ben noto in parrocchia per la sua collaborazione musicale al servizio liturgico e per i concerti che episodicamente tiene in Basilica. Egli stesso sedeva all’organo, mentre le esecuzioni corali erano affidate al rinomato coro Costanzo Porta, diretto da Antonio Greco. Anzitutto, dopo breve presentazione di Don Gabriele, Mons. Tonucci ha illustrato ai convenuti il valore e il significato della produzione artistica e musicale sorta per secoli nell’ambito della santa Casa di Loreto, grazie al prestigio ecclesiastico di quella sede e all’impronta teologica e spirituale tutte particolari che le appartengono. A questo discorso è seguita un’introduzione esplicativa del maestro Arturo Sacchetti, noto organista e clavicembalista; egli ha presentato le musiche in programma, che nel loro complesso si configuravano come «Omaggio a Giovanni Tebaldini», loro esclusivo autore. Come ha fatto presente l’oratore (grande estimatore di quel musicista e suo interprete indefesso, anche durante un lungo periodo di oblio), il Tebaldini, vissuto fra Ottocento e Novecento (1864-1952) è un compositore di spessore considerevole, pur non essendo a tutt’oggi dei più noti al grande pubblico. Egli, amico di Marco Enrico Bossi e di Lorenzo Perosi, viene ricordato come personaggio cruciale all’epoca di quella “riforma” della musica ecclesiastica, che viene detta “Ceciliana” dal nome della santa patrona della musica. Tale movimento culminò con il Motu proprio di papa Pio X (1903) che condannava l’abitudine, vigente in Italia per tutto l’Ottocento, di accompagnare le funzioni liturgiche con musiche ispirate al repertorio operistico, ed esortava ad instaurare, all’opposto, un repertorio ritenuto più acconcio alla serietà del luogo e del compito, in linea con la tradizione più antica e con quanto avveniva nel resto d’Europa. Giovanni Tebaldini, nativo di Brescia, dal 1894 fu direttore della cappella musicale della Basilica di S. Antonio a Padova e dal 1895 al 1901 direttore del Conservatorio di Parma. Aveva studiato al Conservatorio di Milano (allievo, fra l’altro, di Amilcare Ponchielli), completando poi la sua formazione, per iniziativa personale, a Regensburg e in altre città della Germania. Quindi a Parma ebbe, a sua volta, allievi di vaglia, fra i quali Ildebrando Pizzetti. Ma gran parte delle sue energie furono dedicate proprio alla Cappella musicale della Basilica della Santa Casa di Loreto, la cui direzione egli tenne dal 1902 al 1925.
Coltivò anche studi musicologici; e d’altro lato, in veste di musicista militante, compose molta musica sacra, orchestrale, corale, organistica, e vocale da camera; inoltre svolse (anche in sede liturgica) un’intensa attività concertistica come direttore, né trascurò di realizzare incisioni discografiche.
Ora proprio a lui è dedicata un’importante incisione. Si tratta di un doppio cd prodotto dalla Tactus, recante i suoi Opera omnia dovuti agli stessi esecutori presenti per l’occasione in Basilica. Anzi, durante l’incontro il direttore artistico di quella casa discografica, Giuseppe Monari, ha preso anch’egli brevemente la parola per far presente l’importanza dell’iniziativa. Le note esplicative accompagnate al cd si devono ad Arturo Sacchetti, ossia proprio a colui che, avendo sempre tenuto alto il nome di Tebaldini, nel corso della serata ne aveva illustrato a voce la figura.
Le musiche in programma per il concerto hanno rappresentato una selezione di quelle immortalate nell’incisione; e, grazie anche all’altissimo livello sia del coro sia dell’organista, la loro audizione ha rappresentato un momento di notevole gratificazione estetica e di elevamento spirituale. A pezzi puramente organistici (come un episodio strumentale dalla Sonata per organo e coro Op. XXVI, il Corale per grande organo Op. XLIII, la Comunione dalle Sei composizioni per organo Op. XVI) si sono alternati brani corali, sia ‘a cappella’ (Tantum ergo e Pie Jesu, dai Cinque Mottetti a 4 voci Op. XVII) sia con unione di forze: nella fattispecie questo avvenne nella Cantata religiosa per coro e organo Op. X , che ha concluso grandiosamente la serata. L’eccellenza di tutta la musica ascoltata ha giustificato l’impegno coordinato di esecutori tanto scelti e artisticamente motivati. Si è colto con chiarezza la tensione del compositore verso un linguaggio elevato, nobilitato da un ritorno al contrappunto e allo stile ‘osservato’, e dall’adozione generale di una temperies improntata a serietà e a raccoglinmento. Tuttavia vi si cercherebbe invano la severità e certa ‘angolosità’ propria degli autori tedeschi, Bach o Reger in primis. Nel discorso musicale di Tebaldini si avverte costantemente un’ispirazione serena, un’amabilità, che ne qualifica l’arte come genuinamente italiana. Anche certi ardui procedimenti basati su cromatismi, o certi passaggi intrisi di preziosismi armonici, si svolgono su un piano di apparente facilità e di costante felicità espressiva. Questa, palese negli episodi più intimi o improntati a un ‘cantare’ quasi scoperto, non viene meno neppure nei momenti più gravi e magniloquenti.
Viene da dire che lo spirito della musica pre-ceciliana di stampo operistico (la quale oggi a dire il vero viene pienamente rivalutata dalla più accreditata musicologia), anche se rigettato dal Tebaldini sul piano formale, non va perso sul piano dell’inventiva melodica e dell’ispirazione cantabile di fondo, di cui egli dà prova.
Per un concerto siffatto non è stata certo casuale l’ambientazione nella nostra Basilica: gli ha giovato non solo la riconosciutamene ottima acustica dell’ambiente, ma anche l’eccellenza dell’organo in dotazione: esso, originariamente dovuto (nel 1897) a Cesare Bernasconi, della cui opera oggi rimane solo la pregevole cassa, è stato poi fatto oggetto di altri interventi, finché nel 1999, grazie alla generosità dell’allora prevosto uscente, Mons. Giovanni Nosotti, gli è stata donata nuova magnifica vita da parte della ditta Mascioni. Le odierne caratteristiche di questo organo, diversamente da quelle originarie, lo rendono adatto per molti generi di musica organistica, inclusa naturalmente quella di Tebaldini. Ma probabilmente (ritengo) le composizioni di quell’autore sarebbero state eseguibili anche all’atto dell’inaugurazione, nel 1897, sull’originale ‘organo orchestra’ di Bernasconi. Come ha ricordato Arturo Sacchetti, tale inaugurazione fu effettuata da Lorenzo Perosi in persona; e lo stesso grande maestro in seguito vi ritornò, per suonare al matrimonio di sposi suoi conoscenti. Certo allora le novità costruttive della ‘riforma Ceciliana’ non avevano ancora inciso in maniera decisiva sulle possibilità musicali di questo e degli altri analoghi strumenti italiani coevi; solo più tardi, qui come in molti altri casi, le caratteristiche strutturali e sonore furono via via potenziate e aggiornate secondo le variabili, rinnovate visuali imperanti con il trascorrere del tempo e con l’affacciarsi di nuove moderne aspirazioni esecutive.

Elena Ferrari Barassi



Promemoria
 

PRIMA DI SEGNARE SULL'AGENDA
INTENZIONI DI SS. MESSE


  1. durante L’OTTAVA DEI DEFUNTI vengono ricordati tutti i defunti della parrocchia, e pertanto invitiamo a segnare i nomi dei propri cari sull’apposito registro che si trova a metą Chiesa sul tavolino.

  2. OGNI SABATO SERA E DOMENICA durante la celebrazione delle SS. Messe verranno ricordati i defunti della settimana, insieme con i bambini che vengono battezzati e gli sposi che hanno celebrato le loro nozze.

  3. E’ possibile segnare le date significative sulla agenda delle Messe in sacristia, con la preoccupazione di favorire che tutti possano ricordare i propri cari e pertanto evitando di richiedere la celebrazioni mensili o cercando di ricordare insieme le persone care.



Il Libro della Vita
Sono diventati Figli di Dio
e membri della nostra comunitą parrocchiale
 
Si sono uniti in Cristo per tutta la vita
     
Sono tornati alla casa del Padre

GIUSEPPE ROSSI
ANNUNZIATA RASO
CARLA PICCHIOTTINI ved. CANTONI

anni 81
anni 89
anni 90