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MARZO 2017
QUARESIMA

I VENERDI' 2017

La gioia del vangelo
Leggere l’Evangelii Gaudium

La Basilica apre alle ore 20:30, gli incontri iniziano alle ore 21:00 e terminano alle ore 22:00.
Dopo ogni meditazione sarà proposto un breve brano di musica dal vivo, per strumento solista e organo. I Venerdì di Quaresima offrono un itinerario spirituale in preparazione alla Pasqua e alla visita di S. S. papa Francesco a Milano.

Signore, con le tue braccia allargate, allungate in modo spropositato, vuoi abbracciare il mondo intero. Dalla croce abbracci ogni uomo che vive nel dolore, per condividere e fare tua la sua sofferenza. La croce non esprime solo dolore ma amore, dono di sé e da quel supplizio di morte trasformi le nostre vite e ci attiri a te. Tu sei il volto di Dio mai visto, Dio amore innalzato sulla croce in te e con te manifestazione e rivelazione di amore.

Scarica la locandina

VENERDI' 10 MARZO

La gioia del vangelo
don Giuseppe Grampa, parroco di san Giovanni in Laterano, Milano

VENERDI' 17 MARZO

Una chiesa in uscita annuncia il vangelo
don Davide Caldirola, parroco di san Gabriele, Milano 

VENERDI' 24 MARZO

La famiglia educa alla gioia del vangelo
don Antonio Torresin, parroco di san Vito al Giambellino, Milano

VENERDI' 31 MARZO

Francesco: il papa della gioia del vangelo
Enzo Bianchi, Priore del Monastero di Bose

VENERDI' 7 APRILE

Dalla Croce alla gioia della Pasqua
Concerto di Musica Sacra
J.S. Bach, Actus Tragicus (BWV 106), per solisti, coro e orchestra A. Vivaldi, Beatus Vir (RV 597), per solisti coro e orchestra, Dirige M° Nanneke Schaap
PROPOSTA  PER  IL  CAMMINO  DI  QUARESIMA  DEI  RAGAZZI

PREGHIERA IN FAMIGLIA

Al mattino (meglio) o alla sera (va bene lo stesso) ogni ragazzo è chiamato a pregare con la famiglia

VIA CRUCIS

Ogni venerdì alle ore 8:00 sia in s. Vincenzo che in S. Vittore Via Crucis

MESSA DELLA DOMENICA

Alla prima domenica di Quaresima verrà consegnato un album di figurine da completare domenica per domenica  con riferimento al brano evangelico della domenica.

Viene proposta l’animazione della Santa Messa da ogni classe di catechismo, a partire dalla seconda elementare che animerà la seconda domenica di Quaresima.

PROPOSTA CARITATIVA

Ogni domenica si raccoglie cibo per il gruppo di volontariato Vincenziano.
Una domenica convergeremo nel raccogliere colombe per il Girasole.

AGLI ADULTI

Proponiamo di desinare i frutti delle rinunce quaresimali alla Associazione SOS Mediterranèe  che mediante la nave Aquarius con l’aiuto di volontari salva i naufraghi nel mar Mediterraneo nelle loro disperate rotte verso l’Europa.
COMUNICAZIONI
ATTENDIAMO INDICAZIONI PER PARTECIPARE AD ALMENO UN MOMENTO DELLA VISITA A MILANO DI PAPA FRANCESCO
Pensieri piccoli
di don Giambattista

Maria accanto ai ragazzi

Non so se sia solo questione di fascino primaverile che i sacramenti ai nostri ragazzi li si offrano a primavera, spesso a maggio. Lasciatemi pensare che ci giochi anche un sotterraneo pensiero di fede e d’affidamento alla Madonna. Non sia pure così, vorremmo mettercela noi l’idea. Abbiamo celebrato la Pentecoste e siam certi lo Spirito ci abbia messo del suo per entrare nei nostri cuori. Sale alla mente la descrizione della prima Pentecoste cristiana col fragore dal cielo e guizzi di fuoco a lanciare impavidi quegli Undici per il mondo con entusiasmo personale e fede incrollabile nel Risorto. Accanto a loro, anzi, tra loro: Maria; sciolto il dolore di morte e speranza, viveva solo l’attesa d’unirsi per sempre al suo figliolo e Signore: ce la figuriamo serena e ispiratrice. Questa tensione certo si comunica agli apostoli e l’essere tra loro li affida al suo Gesù. Siamo certi, perché l’invochiamo, possa affidare anche noi, anche e particolarmente i nostri ragazzi. Lo Spirito santo verrà, dono di pienezza, a rinnovare la Pentecoste: la nostra chiesa il luogo del nuovo irrompere. La presenza della Madonna, non visibile agli occhi, ma da noi invocata, possa davvero accompa-gnare la loro vita di fede, ormai piena del dono del Signore offerto nei sacramenti. Invochiamo Maria ancora al nuovo cenacolo dell’Eucarestia per la prima volta accolta da altri nostri ragazzi. L’intensità con cui Maria avrà ricevuto il Corpo del Signore eucaristico degli anni accanto alla Chiesa nascente è certamente solo sua, solo suo il legame materno. In quel rapporto materno invochiamo possiamo esserci anche noi: amati della singolare carità che l’ha legata al suo Figlio e Signore. Ci siano particolarmente i nostri piccoli, potranno recare alle nostre famiglie il dono di quella presenza del Signore che si rinnova ogni giorno ed ha sempre necessità di radicarsi nella nostra fede e nella nostra speranza.




 

LA VISITA PASTORALE  NEI DECANATI CENTRO STORICO E VERCELLINA


Il 3 febbraio scorso il nostro Vescovo è venuto a incontrare, tra le altre, anche la nostra comunità e fari visita, quale fonte di reciproca “consolazione”. Si è trattato di una visita particolare, definita “feriale” proprio perché inserita in un momento della vita di tutti i giorni.

L’incontro con il Cardinale è stato  preparato nel tempo e frutto di una ricognizione della situazione ecclesiale delle zone interessate  le cui problematiche sono state evidenziate in alcune domande specifiche sul modo di vivere concretamente l’esperienza di fede, sul come  comunicarla agli altri, quali siano le forme di azioni pastorali in grado:

a) di farsi intendere dal mondo giovanile che utilizza linguaggi nuovi rispetto a quelli tradizionali;
b) di raggiungere  una buona parte di persone che, pur non pregiudizialmente contrarie alla proposta del Vangelo e della Chiesa ritengono, di fatto, che una cosa sia la fede (da manifestare con la frequenza settimanale alla messa festiva)  e altra cosa la vita di tutta di tutti i giorni con tutti i suoi impegni, problemi, sofferenze e gioie, come si trattasse di due aspetti separati senza alcun canale di comunicazione.

Le risposte del Cardinale sono state, da un lato, consolanti, ma sotto altro profilo anche provocatorie.
In primo luogo ci ha ricordato  che tutti noi, uniti nel nome di Gesù e per il fatto di essere stati battezzati, siamo  popolo di Dio, guidato dallo Spirito Santo “che lo guida e adorna di virtù distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a Lui, dispensando pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie opere ed uffici, utili al rinnovamento e alla maggior espansione della Chiesa” (Lumen Gentium, Capitolo II, n. 12).

Ciascun credente, dunque,  appartiene, per grazia, al popolo di Dio ed è parte viva della Chiesa di cui diventa direttamente responsabile nei confronti del Signori e dei fratelli credenti.
Tutti i fedeli laici hanno pieno titolo, dunque, per lavorare e annunciare al mondo la bellezza della fede, rendendo testimonianza del dono ricevuto secondo le forme suggerite a ciascuno dallo Spirito Santo che è nella Chiesa ed in ogni  battezzato.

La Chiesa non è un’organizzazione solo clericale, perché ciascuno di noi è chiamato a testimoniare l’incontro con Gesù–Persona e la comunione con il suo pensiero ed il nuovo  messaggio che ci ha lasciato nella speranza del suo ritorno.

Se effettivamente esiste  questa comunione, pur con tutte le manchevolezze che appartengono alla nostra umanità, saremo in grado di riparare la frattura tra la  fede e la vita quotidiana che verifichiamo spesso  all’interno delle nostre comunità.

Ha ragione, quindi, il Cardinale  a dire che non dobbiamo inventare strategie a tavolino, per evangelizzare un mondo sempre più laico ed indifferente ai valori religiosi, ma dovremmo dimostrare con la nostra vita gioiosa la bellezza  dell’incontro con il Signore ascoltando i suggerimenti che lo Spirito Santo ci invia: proprio quella sera del 3 febbraio lo abbiamo invocato perché ci insegni ciò che dobbiamo fare, di mostrarci il cammino da seguire, di compiere lui stesso quanto ci richiede e di guidare le nostre decisioni.

Effettivamente la prospettiva che il nostro Vescovo ci ha illustrato ci impone una riflessione sia a livello personale che comunitario per scegliere uno strumento, un luogo dove fare esperienza di comunione  e fraternità come quella vissuta all’origine della Chiesa dai discepoli del Signore.
Tenuto conto che il luogo di tutti i credenti è essenzialmente uno, la chiesa, dove si realizzano i principali avvenimenti della vita, dai più gioiosi al più doloroso del passaggio: questi momenti dovrebbero essere valorizzati al massimo per incrementare la comunione tra i fedeli alla presenza reale del Signore in mezzo a loro e così “caricarsi” per diventare sale e luce per coloro che giornalmente incontriamo.
Confortati dal riconoscimento della funzione di essere parte integrante del popolo di Dio non ci resta che metterci con fiducia e coraggio a disposizione dello Spirito e testimoniare nella vita quotidiana il suo Vangelo.

Graziano Dal Molin




Lo scorso venerdì 3 febbraio il nostro Cardinale Arcivescovo è entrato nella nostra vita di ogni giorno e la nostra comunità, " il noi della Chiesa " lo ha accolto con gioiosa e devota partecipazione. Nella nostra assemblea l' Arcivescovo ha voluto condividere con noi quella consolazione che rompe la solitudine fonte di tristezza e fatica e , prendendo spunto dalle domande postegli , ci ha ricordato come l' incontro personale con Cristo apre l' intero orizzonte della realtà . L' esperienza cristiana non può essere individualistica ma solo comunitaria e il cristianesimo vive in modo compiuto solo se valorizza la persona immersa nella comunità.

Non dobbiamo, per adeguarci agli attuali ritmi di vita quotidiani, moltiplicare le iniziative delle nostre parrocchie ma dare testimonianza vitale di ciò che le nostre parrocchie già fanno:
- una liturgia vissuta e illuminata dalla parola di Dio
- una educazione costante a pensare come Gesù
- una educazione al gratuito per imparare ad amare
- la comunicazione con semplicità di ciò che si vive

Dobbiamo semplicemente sperimentare comunitariamente la vita per riuscire a comunicarla e a mostrare ai giovani - senza cercare nuovi linguaggi - il nesso tra la fede e la vita di tutti i giorni.

La ricchezza è un mezzo , non un fine. Per comprenderlo dobbiamo rafforzare la nostra vita comunitaria e personale di fede.. Tutti abbiamo il dovere di condividere ciò che abbiamo ricevuto facendo in libertà  ciò che riteniamo giusto ma sempre rifiutando il principio di
esclusione seguendo sostanzialmente la natura della nostra vocazione cristiana e coinvolgendoci con il disegno di Dio.

Il Cardinale Arcivescovo non ha voluto dare delle risposte ma ha preferito darci dei suggerimenti, dei richiami. Ha insistito sul concetto di vita comunitaria, di testimonianza
vitale, di nesso tra fede e vita, di condivisione, di radicale negazione del principio di esclusione.

Si è reso presente il nostro Cardinale Arcivescovo per guidare incoraggiare e consolare il popolo santo di Dio che gli è stato affidato.

Ha concluso ribadendo che dobbiamo solo imparare ad amare e sentire come Cristo e pensare Lui attraverso tutte le circostanze ed i rapporti della nostra esistenza per il bene nostro e di tutta la famiglia umana.

Cesare Castelli

 

FESTA DELLA FAMIGLIA 29 GENNAIO 


Lo scorso 29 gennaio le nostre due parrocchie di San Vincenzo in Prato e di San Vittore al Corpo si sono ritrovate per vivere insieme la festa della Sacra Famiglia. Con lo sguardo rivolto alla famiglia di Nazareth e al suo mistero d’amore, le due comunità hanno vissuto la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Gabriele e concelebrata da don Marco Recalcati e da don Marco Bove, che ha tenuto la predica. In seguito alla messa vi è stato un incontro per gli adulti delle parrocchie in cui è stata presentata la visita del papa a Milano del prossimo mese di marzo.
Papa Francesco passerà peraltro per le vie delle nostre parrocchie per recarsi al carcere di San Vittore dove incontrerà i detenuti.
Il pranzo ha riunito all’insegna della fraternità la nostra comunità, famiglia di famiglie.
Il pasto, principalmente preparato dal gruppo scout, e in particolare dai ragazzi di reparto (12-16 anni) che la vigilia si erano già trovati per apparecchiare la sala e cucinare, è stato servito a 280 persone. Il pomeriggio si è concluso con un momento di gioco insieme, una tradizionale tombolata organizzata dai ragazzi di clan del gruppo scout (16-20 anni).
Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno vissuto in comunione con noi questa domenica e in particolare coloro che hanno contribuito in vario modo, dalla preparazione della celebrazione mattutina al servizio in cucina, a rendere questa giornata un’occasione per sentirsi parte di una comunità  accogliente e ospitale, sempre più desiderosa di farsi propria alla storia di ogni persona e di ogni famiglia.

Il gruppo scout Milano 34

PROGETTO ACCOGLIENZA


La Caritas della Comunità Pastorale di San Vincenzo e San Vittore e il Gruppo Ariberto di Volontariato Vincenziano hanno organizzato sabato 18 febbraio una cena per raccogliere fondi per il “Progetto accoglienza”. Questo progetto si colloca all’interno di un percorso che il nostro parroco, Don Gabriele Ferrari e la nostra Comunità Pastorale hanno intrapreso lo scorso anno rispondendo all’appello del Cardinale Scola, per una accoglienza diffusa degli immigrati nelle parrocchie. Don Gabriele decise di mettere a disposizione della Caritas Ambrosiana, coordinatrice del progetto “Rifugiato a casa mia”, un appartamento della Parrocchia, sito in Conca del Naviglio.
Dallo scorso giugno una famiglia nigeriana, papà, mamma e due bimbi di 2 e 4 anni sono ospitati in questo alloggio e vengono seguiti oltre che da un responsabile di Caritas Ambrosiana, da una famiglia tutor della Parrocchia di san Vittore, da un membro della Caritas di San Vincenzo e da una rete di persone che in questi mesi si è creata attorno a loro.
In particolare, si è cercato di capire le esigenze della famiglia, condividendone difficoltà e momenti di gioia, con la finalità di accompagnare i loro passi verso una maggiore integrazione ed una piena autonomia.
Come previsto dal progetto “Rifugiato a casa mia” per i primi sei mesi le spese dell’accoglienza sono state coperte da Caritas Ambrosiana mentre per i mesi successivi e per i futuri, in attesa che la famiglia diventi completamente autonoma anche dal punto di vista abitativo, è la parrocchia a sostenere le spese dell’appartamento.
La cena è stata organizzata con diverse finalità: contribuire alle spese sostenute dalla parrocchia, costituire un fondo economico per altre esperienze di accoglienza che ci saranno chieste in futuro e vivere in prima persona, come comunità pastorale, la dimensione concreta dell’accoglienza.
La serata si è svolta in un clima di convivialità e amicizia, con la presenza di circa 90 persone.
Si è potuta realizzare questa iniziativa grazie ai Gruppi di Volontariato Vincenziano di Milano che hanno permesso di preparare e allestire la cena nella sede dell’Associazione in Via Ariberto, agli scout dell’Agesci Milano 34 che hanno servito tavola, alle persone e ai negozianti della zona che hanno offerto gratuitamente molti dei prodotti alimentari, alle bravissime cuoche, a tutti i volontari ed al “gruppo dei canti dalle risaie” di UNITRE che ha allietato anche con canti milanesi la serata.
Grazie a tutti i partecipanti e a tutti coloro che hanno voluto  contribuire con una offerta a questo progetto.

“Non trascurate di praticare l’ospitalità, giacchè alcuni di voi,
senza saperlo, hanno ospitato degli angeli” (Eb 13,2)

Paola Meola
Responsabile Caritas Decanato centro storico
Promemoria
 

INDICAZIONI SULLE INTENZIONI DI SS. MESSE


  1. OGNI SABATO SERA E DOMENICA durante la celebrazione delle SS. Messe verranno ricordati i defunti della settimana, insieme con i bambini che vengono battezzati e gli sposi che hanno celebrato le loro nozze.

  2. In sacrestia è disponibile l’agenda annuale.
    E’ possibile ricordare in particolare i propri cari, vivi e defunti NEI GIORNI FERIALI, anche se si prenderà una sola intenzione per s. Messa evitando il cumulo di diverse intenzioni.
    Si invitano i fedeli a ricordare insieme le persone della famiglia, ed a segnare le date significative sulla agenda delle Messe in sacristia, con la preoccupazione di favorire che tutti possano ricordare i propri cari.



Il Libro della Vita di S. Vincenzo in Prato
Sono diventati Figli di Dio e membri della
nostra comunità parrocchiale

Si sono uniti in Cristo per tutta la vita



Sono tornati alla casa del Padre
CARMEN ALTARE ved. SOFFICI
BIAGIO AMENTA
ADELE CAMMINATI RUOCCO
DOMENICA DI NAPOLI
MARIANGELA PELLEGATTA
anni 86
anni 62
anni 101
anni 60
anni 88
Il Libro della Vita di S. Vittore al Corpo
Sono diventati Figli di Dio e membri della
nostra comunità parrocchiale
FRANCESCA CASILLI
RICCARDO OSSATO
Si sono uniti in Cristo per tutta la vita



Sono tornati alla casa del Padre
SOFIA NOSOLINI
CARMEN MACERATA
LUCIA LATTUADA
anni 86
anni 96
anni 94