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MAGGIO 2017
COMUNICAZIONI

RIFLESSIONI

Il Primo aprile giornata di ritiro per le famiglie  in preparazione alla prima comunione nel Seminario arcivescovile di Venegono. E’ stata animata dai seminaristi, ed ha suscitato molto interesse. Riportiamo il testo della riflessione per i genitori dal titolo: “Prendere … o ricevere”

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Pensieri piccoli
di don Giambattista

Maria accanto ai ragazzi

Non so se sia solo questione di fascino primaverile che i sacramenti ai nostri ragazzi li si offrano a primavera, spesso a maggio. Lasciatemi pensare che ci giochi anche un sotterraneo pensiero di fede e d’affidamento alla Madonna. Non sia pure così, vorremmo mettercela noi l’idea. Abbiamo celebrato la Pentecoste e siam certi lo Spirito ci abbia messo del suo per entrare nei nostri cuori. Sale alla mente la descrizione della prima Pentecoste cristiana col fragore dal cielo e guizzi di fuoco a lanciare impavidi quegli Undici per il mondo con entusiasmo personale e fede incrollabile nel Risorto. Accanto a loro, anzi, tra loro: Maria; sciolto il dolore di morte e speranza, viveva solo l’attesa d’unirsi per sempre al suo figliolo e Signore: ce la figuriamo serena e ispiratrice. Questa tensione certo si comunica agli apostoli e l’essere tra loro li affida al suo Gesù. Siamo certi, perché l’invochiamo, possa affidare anche noi, anche e particolarmente i nostri ragazzi. Lo Spirito santo verrà, dono di pienezza, a rinnovare la Pentecoste: la nostra chiesa il luogo del nuovo irrompere. La presenza della Madonna, non visibile agli occhi, ma da noi invocata, possa davvero accompa-gnare la loro vita di fede, ormai piena del dono del Signore offerto nei sacramenti. Invochiamo Maria ancora al nuovo cenacolo dell’Eucarestia per la prima volta accolta da altri nostri ragazzi. L’intensità con cui Maria avrà ricevuto il Corpo del Signore eucaristico degli anni accanto alla Chiesa nascente è certamente solo sua, solo suo il legame materno. In quel rapporto materno invochiamo possiamo esserci anche noi: amati della singolare carità che l’ha legata al suo Figlio e Signore. Ci siano particolarmente i nostri piccoli, potranno recare alle nostre famiglie il dono di quella presenza del Signore che si rinnova ogni giorno ed ha sempre necessità di radicarsi nella nostra fede e nella nostra speranza.




 

Papa Francesco a Milano


«Il Papa a San Vittore, un’esperienza di grande umanità»

«Questa visita ha un’onda lunga», dice, con una felice espressione, don Marco Recalcati, cappellano del carcere di San Vittore, che, a distanza di alcuni giorni dalla sosta del Santo Padre nella Casa di reclusione e avvicinandoci alla Pasqua, esprime i sentimenti che il Papa che ha lasciato tra i detenuti: «Pur passando il tempo, rimane molto viva l’impressione: gli incontri che ha fatto, le parole che ha detto, i gesti, le migliaia di segni di attenzione che ha avuto verso tutta la popolazione detenuta e verso gli operatori, sono incancellabili. In questi giorni stiamo facendo le Confessioni in preparazione alla Pasqua e alcuni sacerdoti amici ci stanno aiutando: anche loro continuano a raccogliere una testimonianza ancora molto viva del passaggio del Papa».
C’è qualcosa che le ha confidato un recluso dopo la visita e che l’ha colpita particolarmente?
Sono tante le parole che molti di loro hanno voluto dire. Mi pare che si possano riassumere con questa espressione: «È stata un’esperienza di grande umanità». Il Papa ha affermato la dignità di queste persone, ognuno si è sentito accolto, amato. Questa è stata la filigrana che ha caratterizzato ogni incontro e ogni gesto che il Papa ha posto in carcere. Dare dignità in una situazione di sofferenza, a volte carica anche di sensi di colpa, è sicuramente una trasformazione straordinaria: si capisce, così, il perché di questa “onda lunga” che continua a dare benefici nel cuore.
Continuerete a riflettere sulla visita del Papa anche nelle prossime settimane?
Sì. Nel Triduo pasquale vorremmo ripercorrere le parole che ci ha rivolto. Per esempio, il Giovedì santo riprenderemo la sua frase «Mi sento a casa». Vivere il Cenacolo, Gesù che istituisce l’Eucaristia, con quanto il Papa ha detto, offre un contesto liturgico che ci permette di vivere l’esperienza di comunità, di Chiesa, di casa accogliente.
Il Papa ha anche sottolineato: «Vi chiederete perché sono qui. Sono qui perché in voi vedo il volto di Gesù sofferente». I reclusi lo hanno percepito?
Questa frase è stata pronunciata nella Rotonda e dà proprio il senso più profondo della volontà del Pontefice di incontrare il Signore Gesù nei detenuti. Questo da loro, è stato visto come un privilegio. Il Papa poteva andare in tanti luoghi, alla Scala, in qualche fabbrica, in spazi più istituzionali. Ha scelto, invece, di venire da noi: non lo dimenticheremo.

Annamaria Braccini
 

S. Messa al parco di Monza 
"Una giornata particolare con Papa Francesco"


Si è conclusa da pochi giorni la straordinaria visita di Papa Francesco a Milano e a Monza e mi è stato chiesto di raccontare qual è stata la mia esperienza e il mio "vissuto" emotivo e personale nella giornata di sabato scorso, 25 marzo, nell'assistere alla Santa Messa celebrata nel grande parco di Monza.

Innanzitutto, desidero ringraziare chi, chiedendomi ciò, mi ha accordato fiducia e, quindi, Luigi (Fecondo) e poi dirvi che per me è stata una giornata meravigliosa, cominciata con un bellissimo e caldo sole, che ci ha accompagnato per tutto il  giorno fino al tramonto per poi lasciare il posto all'abbondante pioggia, che ci si aspettava.   

Comunque, a parte le previsioni meteorologiche, ciò che ha segnato la giornata e che è impresso nella mia mente e nel mio cuore è stata la gioia di partecipare ad un evento così straordinario, come vedere il Santo Padre ed assistere alla Sua Messa in un luogo così particolare come il parco di Monza e che questo, potendo ospitare così tante persone, ha reso l'evento ancora più emozionante, in quanto condiviso da una così grande comunità di fedeli!

Quel giorno eravamo tutti "Fratelli in Cristo" come ci ha definito bene Antonello (Ruggiero) e con queste poche parole ha riassunto chiaramente, a mio parere, ciò che in effetti eravamo in quella circostanza: una immensa folla di persone, che volevano stare insieme per condividere la gioia e il piacere che provavano per quell'avvenimento, accomunati da un profondo senso di fede!

Il primo "punto di ritrovo" è stato la stazione della metropolitana di Sant'Agostino all'incirca alle 9.00 del mattino da dove il gruppo della nostra Parrocchia, San Vincenzo, si è dato appuntamento per iniziare il viaggio verso Monza. Seconda tappa per la "raccolta" dei partecipanti (e dei soldi!) è stata la stazione ferroviaria di Garibaldi dove ci aspettava il treno per arrivare a Monza; località che abbiamo poi raggiunto dopo un breve viaggio di mezz'ora.

Eravamo felici, sereni e con lo spirito giusto che si deve avere in queste circostanze: pazienza, buonumore e, soprattutto, gioia di stare con gli altri, di conoscere e di farsi conoscere, insomma, di aprirsi a possibili nuovi incontri!

Durante tutto il tragitto, dalla stazione al parco di Monza, c'era il piccolo Edoardo (Amato), che, reggendo per tutto il tempo il cartello riportante il nome della nostra parrocchia "San Vincenzo", era come un faro (definito così da Maria Grazia) che c'indicava la via; e con quanto impegno lo ha portato fino alla meta senza cedere mai alla stanchezza (se non nel viaggio di ritorno, povero piccolo!). Bravo Edoardo! Complimenti per la resistenza!

Poi, finalmente, giunti a destinazione, ci siamo fermati nel settore assegnatoci dove, dopo alcune ore di attesa, ecco arrivare Papa Francesco, il quale, non si è smentito neanche stavolta. Infatti, generoso come sempre, il Santo Padre si è concesso alla folla festante, facendo il giro di tutti i settori con la papamobile e salutando con la mano e con il sorriso quanti lo acclamavano e quanti egli "incrociava" con lo sguardo!

Che emozione è stata vederlo così da vicino: mia sorella Patrizia ed io, infatti, eravamo davanti alle transenne, che separavano i corridoi di passaggio dai tanti settori all'interno dei quali si trovavano le persone presenti.
E vederlo a così poca distanza con quel suo sorriso particolare, che parte dal cuore, passa dagli occhi e arriva sulle labbra illuminandogli tutto il viso, ti lascia senza parole, ma solo con un profondo turbamento interiore!

La celebrazione della Messa è stato un momento davvero toccante: induceva ad un raccoglimento spirituale, ad un bisogno di riflessione e di pace dell'anima, che serve provare ogni tanto per ritrovare noi stessi e le nostre sensazioni. Così è stato almeno per me, fintanto che non ho avuto un malore che, però, si è risolto per fortuna bene e nel giro di poco tempo, grazie all'aiuto di chi, vicino a me, mi ha prestato immediato soccorso e agli ausiliari intervenuti poco dopo. Li ringrazio ancora tutti per il loro aiuto!

E poi gli incontri, le "belle persone" conosciute in quella giornata di sole e con le
quali ho chiacchierato e trascorso delle ore meravigliose, nel viaggio per Monza e ritorno, come per esempio Graziana e il suo essere sempre "connessa" per rintracciare il suo gruppo; Giustina con la quale ho parlato, durante il tragitto dalla stazione al parco di Monza, della sua attività di catechista per i bambini della parrocchia; oppure Luigi con la sua simpatia nel "movimentare" con aneddoti e battute il viaggio, e infine Emanuela, Antonello, Mariolina, Angela, Elena e Pietro con i quali abbiamo concluso la giornata in quel di Monza con una mitica pizza mangiata alla prima "locanda" trovata sulla strada come poveri "pellegrini", stremati dalla stanchezza della giornata appena trascorsa, ma, al contempo, anche appagati dalla gioia provata!

Infine, tornando a casa la sera, ci siamo poi salutati con la promessa di rivederci presto per nuovi eventi e per nuovi incontri fra noi, dopo esserci scambiati tutti i  rispettivi numeri di cellulari per non perderci di vista!

Ecco, questa è stata la mia personale esperienza in occasione della Santa Messa con Papa Francesco: quest'uomo è riuscito ancora una volta ad aggregare intorno a sè talmente tanta gente e di buon cuore, che il risultato non  poteva che essere positivo in maniera straordinaria! E' un grande uomo e un vero leader con una personalità travolgente! E' difficile, secondo me, rimanerne indifferenti se lo si vede così da vicino e, soprattutto, lo si sente parlare dal vivo: ciò che dice è sempre molto toccante! Egli crede fermamente in quello che dichiara, per questo, a mio avviso, riesce a convincere chi lo ascolta, suscitando tanta ammirazione e tanto affetto nei suoi confronti! Le sue considerazioni sono personali e sincere!

Ho concluso e mi scuso se mi sono dilungata risultando "prolissa", ma la  passione del racconto mi ha preso la mano, producendo di conseguenza molte più riflessioni personali del previsto riguardo all'evento vissuto.

Un caro saluto a tutti quelli che ho conosciuto sperando di rivederli molto presto,

Marilina D'Argenio
 

Domenica delle Palme speciale in S. Vittore


«Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro d’asina.» Così narra il Vangelo di Giovanni al capitolo 12 raccontando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme: a Gesù viene riservata in quel giorno un’accoglienza festosa in cui viene acclamato quale Re e in cui la folla impetuosa agita rami di palme e adagia mantelli a terra formando un corteo intorno a questo Messia che viene seduto su un asino, come avevano annunciato le antiche Scritture. Così ha rivissuto l’episodio evangelico la comunità di San Vittore la scorsa domenica 9 aprile, Domenica delle Palme. Alla più tradizionale processione si è  aggiunta quest’anno una presenza davvero inattesa: la presenza di un asino. Lo sguardo dei fedeli, abituato ai gesti festosi che accompagnano la Domenica delle Palme, non ha potuto non posarsi e non lasciarsi interrogare da quell’umile cavalcatura lì presente e prescelta proprio allora da Gesù. Che Gesù abbia annunciato il Regno attraverso gesti e parole concrete, spesso profondamente legate al mondo ebraico in cui viveva e in particolare alla Scrittura,  lo sappiamo bene ma la vista di quel semplice animale dall’aria mite e smarrita ci ha riportato alla vista, alla mente e al cuore in modo deciso lo stile del nostro Re. Ci auguriamo quindi che questa presenza inconsueta, oltre ad aver incuriosito, divertito e sollecitato le riflessioni dei più piccoli, sia stata in grado di aprire nuovamente spazi di stupore e di provocazione negli adulti!

Il cronista
Promemoria
 

INDICAZIONI SULLE INTENZIONI DI SS. MESSE


  1. OGNI SABATO SERA E DOMENICA durante la celebrazione delle SS. Messe verranno ricordati i defunti della settimana, insieme con i bambini che vengono battezzati e gli sposi che hanno celebrato le loro nozze.

  2. In sacrestia è disponibile l’agenda annuale.
    E’ possibile ricordare in particolare i propri cari, vivi e defunti NEI GIORNI FERIALI, anche se si prenderà una sola intenzione per s. Messa evitando il cumulo di diverse intenzioni.
    Si invitano i fedeli a ricordare insieme le persone della famiglia, ed a segnare le date significative sulla agenda delle Messe in sacristia, con la preoccupazione di favorire che tutti possano ricordare i propri cari.



Il Libro della Vita di S. Vincenzo in Prato
Sono diventati Figli di Dio e membri della
nostra comunità parrocchiale
VECCHIETTI MARTJNA
VECCHIETTI JLENIA
MAUER FEDERICA
Si sono uniti in Cristo per tutta la vita



Sono tornati alla casa del Padre
GSALVATORE CASALE
ALFREDO VIGNA
MARIA CAROLINA GERMANO ved. MESSINA
MARIA CARELLI
anni 97
anni 86
anni 95
anni 86
Il Libro della Vita di S. Vittore al Corpo
Sono diventati Figli di Dio e membri della
nostra comunità parrocchiale

Si sono uniti in Cristo per tutta la vita



Sono tornati alla casa del Padre